Dipendente affettivo e philofobico...che magico incontro!!
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Dipendente affettivo e philofobico…che magico incontro!!

Nel precedente articolo sono state descritte le principali caratteristiche delle persone vittima di dipendenza affettiva e di chi, invece, ha sviluppato una vera e propria paura di amare. Non di rado succede che queste due tipologie di persone si incontrino e intreccino una relazione che, però, si basa su un equilibrio disfunzionale per entrambe le parti. In che modo prende forma e si sviluppa questa tipologia di relazione? Qui di seguito vengono passati in rassegna gli step di una relazione tra chi soffre di love addiction e chi di paura di amare.

Fase 1 – Ossessione

Durante questa fase, il dipendente affettivo, concentra la sua attenzione e le sue energie alla ricerca di una persona che possa aiutarla a coronare il suo sogno d’amore. Il suo continuo rimuginare la spinge a guardarsi in giro nel tentativo di trovare il compagno della sua vita. Il pensiero ossessivo di intraprendere una relazione, si attiva a partire da qualsiasi stimolo: incrociare qualcuno per strada, la foto di una rivista o ancora, passando in un luogo dove, in passato, si era conosciuto qualcuno di “speciale”.

Se in questa fase, la persona dipendente, incontra un evitante, attiverà in lui –anche inconsapevolmente- il dovere di prendersi cura di lui e di dimostrargli di essere il partner ideale che stava cercando. Entrambi i loro bisogni (ricevere cure da una persona devota e la richiesta di essere il compagno perfetto) vengono apparentemente soddisfatti.

Cosa accade di preciso in questa fase?

La persona dipendente prova un’attrazione fortissima e tutti i suoi sogni romantici, anche dopo pochi minuti dall’incontro, sembrano essersi realizzati. Segue, pertanto, un bisogno impellente di iniziare immediatamente una relazione, a prescindere dalla “compatibilità” e dal fatto che ci si conosca poco.

Iniziano a prendere forma le fantasie irrealistiche e il dipendente immagina un futuro roseo e perfetto. Accanto a questi sogni ad occhi aperti, prendono forma anche i primi comportamenti ossessivi di controllo.

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Fase 2 – La caccia

La persona dipendente, sulla scia dei pensieri ossessivi che la attanagliano, comincia a fare numerose richieste e pressioni al partner, con lo scopo di trovare continue conferme rispetto a ciò che vorrebbe vivere (“la storia d’amore delle fiabe”). Parte una fase di vera e propria caccia in cui le richieste del dipendente affettivo, iniziano a interferire con l’equilibrio della persona evitante, il quale, comincia a mettere lentamente dei paletti. In questa fase, però, il philofobico, manifesta ancora un comportamento fortemente ambivalente: da un lato mette i confini, dall’altro, si mostra seducente e romantico. Proprio questo atteggiamento innesca nel dipendente la speranza che si possa costruire un futuro importante.

Fase 3 – Strategie

Chi soffre di love addiction, in questa fase, diventa un abile seduttore e dando vita ad un gioco di allontamento-avvicinamento, riesce a “intrappolare” la persona evitante. E’ in questa fase che il circolo vizioso è si è ormai innescato.

Fase 4 – Gratificazione

Quando il dipendente affettivo riesce a realizzare la sua fantasia romantica, sperimenta una sensazione di piacevole gratificazione. Al contempo, è in questo preciso momento, che le cose iniziano ad andare a rotoli. Chi soffre di love addiction, infatti, diventa pressante nelle sue richieste di attenzioni, invade eccessivamente la vita del partner (talvolta chiede scusa o nega), ma, continua imperterrito con l’obiettivo di coronare il suo sogno d’amore.

Nel frattempo l’evitante, che in questa fase inizia a sperimentare un vero e proprio attacco alla sua intimità, ma allo stesso tempo, teme anche l’abbandono, inizia a manifestare del risentimento nei confronti del partner. Più nello specifico, il philofobico inizia a provare rabbia che esprime attraverso modalità comunicative o comportamentali “passivo-aggressive”: trattenere l’emozione della rabbia dentro di sé, per poi “esplodere”. Di fronte a queste manifestazioni violente, il dipendente affettivo, angosciato al pensiero di vedere la storia andare in frantumi, razionalmente, si propone di cambiare, ma invano. In questa fase, l’evitante, può arrivare a chiedere “una pausa”.

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Fase 5 – Ritorno alla normalità e giustificazione

In questa fase il dipendente affettivo “riduce” i suoi pensieri ossessivi e torna alla “normalità”. Sarà proprio questo ritorno alla normalità che può contribuire ad innescare nuovamente la dinamica relazione disfunzionale tra i due partner.

Fase 6 – Ansia

Dopo un periodo di “apparente” calma, subentra una fase caratterizzate dall’ansia da parte del dipendente affettivo. Più nello specifico sono presenti:

  • Pensieri ossessivi e infondati sull’infedeltà del partner
  • Una schiacciante paura di essere abbandonati
  • La necessità di essere costantemente in contatto con il compagno (tramite sms, mail, telefonate, appostamenti ecc…)
  • Forti sentimenti di sfiducia, continui sbalzi d’umore, risentimento e tensione relazionale.
  • Escalation dei comportamenti ossessivi e di controllo che conducono al tracollo e alla fine della relazione.

 Fase 7 – Colpa

I sentimenti di abbandono e di dolore prendono il sopravvento, ma, la maggior parte dei dipendenti affettivi, non è in grado di assumersi la responsabilità delle tensioni che si vengono a creare all’interno della relazione. La colpa sarà sempre degli altri: l’educazione dei genitori, delusioni passate ecc…

A questo punto il dipendente affettivo mette in atto diverse strategie per cercare di riconquistare il partner e alcuni possono arrivare ad usare perfino le minacce. Il philofobico inizia a vivere la relazione come una vera e propria prigione dalla quale fuggire ed è qui che il dipendente affettivo può alzare la posta in gioco, incrementando i controlli e le pressioni.

Fase 8 – Vergogna e disperazione

Di fronte al muro che ha costruito l’evitante, il dipendente affettivo inizia a prendere “apparentemente” consapevolezza di ciò che ha fatto e può subentrare un senso di colpa e di disperazione per aver rovinato un rapporto che poteva essere perfetto.

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Fase 9 – Promesse

Di fronte ad un dolore così devastante, il dipendente affettivo, tenterà l’ultima carta, giurando al partner di cambiare e di non ripetere più gli errori commessi. In realtà, anche loro sanno che si tratta di una promessa effimera, che è solo questione di tempo e che il ciclo ossessivo riprenderebbe il sopravvento. A questo punto ci troviamo di fronte a due possibilità: o l’evitante decide di rilanciare il rapporto (facendo prevalere il momentaneo desiderio di vicinanza relazionale), oppure, la relazione si chiude.

Quando la storia finisce, entrambi andranno alla ricerca di altri partner coi quali ripetere il medesimo copione relazionale. In questo caso a prevalere sono:

  • Sentimenti depressione (o sensazioni di “vuoto”)
  • Un’ improvvisa perdita di autostima, a causa della fine della storia
  • Sentimenti estremi di senso di colpa e, a volte, odio verso sé stessi.
  • Rabbia, desiderio di vendetta nei confronti del partner
  • Passaggi all’atto quali consumo di droga, alcol, cibo o sesso occasionale per lenire il dolore.
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Dott.ssa Simona Lauri - Psicologa Milano

Psicologa Psicoterapeuta e Coach Alimentare at Benessere Pratico
Psicologa e psicoterapeuta breve strategica. Oltre che offrire interventi di psicoterapia breve, mi occupo di coaching alimentare e sportivo.

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