Disturbi Alimentari


 
Disturbi Alimentari - Psicologa Milano
 
Psicologa Milano - Simona Lauri

Disturbi alimentari come anoressia, bulimia, binge-eating e più in generale problematiche connesse al rapporto col cibo come fame emotiva, fame nervosa, abbuffate ecc... sono in continuo aumento.

La società nella quale viviamo oggi, da un lato, ci invita a perseguire il mito della forma fisica perfetta e dall’altro, tramite messaggi pubblicitari mirati, ci invita ad acquistare e consumare grandi quantità di cibo. Ogni giorno, a tutte le ore, complici anche gli “happy hour”, è possibile mangiare costantemente. Ancora, i ritmi a cui siamo sottoposti quotidianamente, ci costringono a consumare molto velocemente i nostri pasti, senza necessariamente avvertire un vero e proprio senso di appetito o talvolta mentre si lavora davanti al pc o mentre si guarda la tv.

Il filo rosso nei disturbi alimentari

In qualsiasi tipologia di disturbo alimentare, le persone sono accomunate da un filo rosso: manifestano pensieri e mettono in atto comportamenti che esprimono preoccupazioni, credenze, ossessioni e ansie su temi come controllo del cibo, del peso corporeo, della propria immagine corporea. A tutto ciò si affiancano evidenti difficoltà o problemi relazionali e marcate difficoltà a gestire il mondo emotivo.

Entrando nel dettaglio, prendendo in prestito le parole di Raffaele Ruocco, medico chirurgo, specialista in Scienze dell’alimentazione, i comportamenti che si riscontrano nelle persone con disturbi alimentari sono: dieta rigida, saltare i pasti, ridurre le porzioni, escludere alcuni cibi, abbuffate, vomitare, usare lassativi, controllare continuamente specchiandosi o toccandosi le forme del proprio corpo o alcune parti specifiche come pancia, cosce, verificare con le dita lo spessore del grasso, pesarsi più volte al giorno o all’opposto mai, l’evitare di esporre il proprio corpo, affermare di essere e/o sentirsi grassi, inadeguati, esprimere incapacità a riconoscere e regolare le proprie emozioni fino ad atti di vero e proprio autolesionismo per placare la tensione emotiva (Ruocco 2015).

Trattamento dei Disturbi alimentari

Il cibo rappresenta uno dei piaceri della vita, oltre che un gesto di cura per se stessi e per la propria salute ma, come accennato precedentemente, chi è vittima di un disturbo alimentare trasforma il cibo e tutto ciò che ruota attorno ad esso, in una vera e propria ossessione. Ancora, l’alternanza di vissuti psicologici: preoccupazione per il controllo del cibo e paura costante di perderlo, è alla base delle ripercussioni a livello di autostima e al senso di adeguatezza.

Il percorso per il trattamento dei disturbi alimentari che propongo in studio a Milano, mette insieme le tecniche più efficaci della terapia breve strategica, dell’approccio cognitivo-comportamentale e della mindfulness, in grado di aiutarti a ritrovare un rapporto equilibrato con il cibo.

Da qui il mio desiderio di aiutare chi vive il cibo con ansia, preoccupazione o pesantezza, a trovare o ritrovare l’equilibrio, a maggior ragione se, uno stile alimentare equilibrato, risulta necessario per motivi di salute.
A partire da questo interesse ho continuato a formarmi per cercare di acquisire un bagaglio di competenze sempre più specifico, utile per offrire una consulenza psicologica alimentare efficace.

Come si struttura il trattamento dei Disturbi alimentari?

Il percorso psicoterapeutico per il trattamento dei disturbi alimentari che offro a Milano si articola seguendo un protocollo composto da 2 fasi: Analisi della domanda che in media consiste in 2-3 colloqui dove gli obiettivi sono:

  1. Raccolta informazioni che consiste in un’analisi approfondita del problema e delle dinamiche che mantengono il problema stesso. In questa fase mi avvalgo dell’uso di questionari, test e altri strumenti utili a focalizzare bene il disturbo alimentare e ad individuare gli obiettivi da raggiungere nel percorso.
  2. Incontro di restituzione di restituzione e proposta/accordo dell’obiettivo da raggiungere. Una volta definito al meglio il problema, segue un incontro nel quale restituisco nel dettaglio il disturbo alimentare presentato e le relative “trappole mentali ed emotive” o i blocchi che rendono impossibile seguire uno stile alimentare corretto e sulla base di ciò, concordo e propongo l’obiettivo da raggiungere con il percorso psicologico.
  3. Trattamento del disturbo alimentare. Il percorso può essere paragonato ad un vero e proprio training finalizzato ad accompagnare la persona ad acquisire e consolidare tecniche e strategie finalizzate al raggiungimento del cambiamento desiderato, in un’ottica di benessere alimentare.

Frequenza e durata

Nella fase di analisi della domanda, gli incontri avvengono nell'arco di una/due settimane e la durata varia dai 45 ai 55 minuti.
Il trattamento dei disturbi alimentari ha una durata media di 20-25 incontri.

E’ importante precisare che ogni persona è una storia a sè e ogni problema alimentare ha una sua particolare evoluzione. Il numero di incontri, dunque, può variare: potrebbero essere necessarie un numero maggiore o inferiore rispetto a quelle indicate all’inizio, tutto dipende dalla pervasività del disturbo e dalla motivazione della persona al cambiamento. Solitamente già nel corso delle prime sedute, la persona inizia a sperimentare un cambiamento che funge da leva per continuare il percorso di trattamento del disturbo alimentare.

A chi è rivolto il trattamento del disturbo alimentare?

Il trattamento è rivolto sia a chi è alla ricerca di una soluzione su come curare i disturbi alimentari quali bulimia, binge eating, vomiting, dipendenza da cibo ma anche per problematiche quali:obesità e quindi chi combatte con i chili in eccesso ed è in “lotta” perenne con diete e bilance; chi soffre di fame emotiva, fame nervosa, intolleranze alimentari (celiachia) e ancora chi, a causa di patologie quali diabete o cardiopatie, si trova costretto a cambiare il proprio stile alimentare.

Il trattamento dei disturbi alimentari è valido per tutti?

"Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" è la frase che propongo alle persone che iniziano il percorso di coaching finalizzato a curare i disturbi alimentari.

Mi rendo conto, però, che spesso esistono difficoltà, blocchi emotivi e situazioni di disagio che impediscono di credere che un cambiamento sia possibile. Il cibo, infatti, diventa un’ossessione continua e finisce col creare la credenza che sia impossibile uscire dal problema. Il trattamento da me proposto può essere seguito da chiunque abbia voglia di trovare o ritrovare la motivazione fondamentale per tornare ad essere protagonista attivo della propria salute.

Seguire il percorso equivale ad un allenamento, proprio come nello sport e sono previsti esercizi che sono parte integrante del percorso stesso e che, pertanto, ai fini dell’efficacia dell’intervento, richiedono di essere eseguiti con costanza e tenacia.

Per chi fosse interessato, mi avvalgo della collaborazione di una nutrizionista con la quale fissare il piano alimentare da seguire parallelamente al training.

Cosa aspettarsi dal trattamento?

Al termine del trattamento sarai in grado di:

  • Acquisire consapevolezza delle trappole mentali che sono alla base di un rapporto problematico col cibo.
  • Accettare e gestire i correlati emotivi e psicologici connessi ai problemi alimentari o al disturbo alimentare presentato.
  • Gestire le emozioni e gli eventi stressanti attraverso l’uso della Mindfulness (collegamento alla pagina) e di altre tecniche psicologiche alimentari specifiche, sarà la competenza più importante appresa al termine del percorso.

Bibliografia
R. Ruocco, Il peso del cibo, Franco Angeli, 2015


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