“La paura è la cosa di cui ho più paura” (Michel De Montaigne).
Questo aforisma, a mio parere, può descrivere bene lo stato d’animo e il vissuto di chi soffre del disturbo d’ansia generalizzato (GAD). La caratteristica principale di questo disturbo è la costante preoccupazione, la sensazione di essere sempre in un continuo stato di agitazione, che qualcosa di brutto possa accadere a se stessi o ai propri cari.
Pensieri carichi di ansia su eventi passati e su ciò che potrebbe succedere nell’immediato presente o nel futuro, sono piuttosto frequenti nel disturbo d’ansia generalizzato, accanto a disturbi somatici come tensione muscolare, alterazioni del sonno, facile affaticabilità ecc... Le persone colpite dal GAD, pertanto, convivono quotidianamente con l’ansia che le accompagna in ogni loro esperienza, ansia, che finisce col limitare fortemente la loro vita e di riflesso, frequentemente, anche quella dei loro famigliari .
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I criteri diagnostici per il Disturbo d’Ansia Generalizzato (GAD) secondo il DSM-IV-TR sono i seguenti:
A. Ansia e preoccupazione eccessive (attesa apprensiva), che si manifestano per la maggior parte dei giorni per almeno 6 mesi, a riguardo di una quantità di eventi o di attività (come prestazioni lavorative o scolastiche).
B. La persona ha difficoltà nel controllare la preoccupazione.
C. L’ansia e la preoccupazione sono associate con tre (o più) dei sei sintomi seguenti (con almeno alcuni sintomi presenti per la maggior parte dei giorni negli ultimi 6 mesi). Nota: Nei bambini è richiesto solo un item. 1. irrequietezza, o sentirsi tesi o con i nervi a fior di pelle 2. facile affaticabilità 3. difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria 4. irritabilità 5. tensione muscolare 6. alterazioni del sonno (difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno o sonno inquieto e insoddisfacente).
D. L’oggetto dell’ansia e della preoccupazione non è limitato alle caratteristiche di un disturbo in Asse I, per es., l’ansia o la preoccupazione non riguardano l’avere un Attacco di Panico (come nel Disturbo di Panico, Senza Agorafobia eCon Agorafobia), rimnere imbarazzati in pubblico (come nella Fobia Sociale), essere contaminati (come nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo), essere lontani da casa o dai parenti stretti (come nel Disturbo d’Ansia di Separazione), prendere peso (come nell’Anoressia Nervosa), avere molteplici fastidi fisici (come nel Disturbo di Somatizzazione), o avere una grave malattia (come nell’Ipocondria) e l’ansia e la preoccupazione non si manifestano esclusivamente durante un Disturbo Post-traumatico da Stress.
E. L’ansia, la preoccupazione, o i sintomi fisici causano disagio clinicamente significativo o menomazione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.
F. L’alterazione non è dovuta agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un farmaco) o di una condizione medica generale (per es., ipertiroidismo) e non si manifesta esclusivamente durante un Disturbo dell’Umore, un Disturbo Psicotico o un Disturbo Pervasivo dello Sviluppo.
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Ansia e paura sono la stessa cosa?
Può sembrare banale, ma spesso, c’è una tendenza a sovrapporre ansia e paura che finiscono con l’essere usati come sinonimi. Al contrario, ansia e paura, rappresentano due realtà diverse fra loro:
- la paura: può essere definita come una forma di percezione che genera un’emozione
- l’ansia: è la reazione psicofisiologica che si attiva nel momento in cui il soggetto percepisce la paura.
Occorre, inoltre, precisare che una giusta quota di paura, è qualcosa di assolutamente naturale, dal momento che è proprio grazie ad essa, l’essere umano è in grado di far fronte ai pericoli presenti nell’ambiente e quindi ha la possibilità di mettere in atto tutta una serie di risposte atte a gestire proprio le situazioni pericolose. Nel momento in cui viene superato un determinato livello soglia (che varia da individuo a individuo), la paura diventa patologica e “l’ansia, nel caso in cui diviene troppo elevata, può trasformarsi nella causa della paura.” (Nardone, 2000).
Perennemente insoddisfatti
Spesso chi soffre di un disturbo d’ansia generalizzato, arriva in seduta lamentando un generale stato di immotivata e perenne insoddisfazione nei diversi aspetti della propria vita. Più precisamente da un punto di vista emotivo, la persona con GAD, descrive il suo malessere con termini come apprensione, paura, nervosismo, allarme, attesa ansiosa e si aspetta sempre che accada qualcosa di grave, pur non sapendone descrivere la natura. Può capitare, inoltre, che questo stato di agitazione si riversi nell’ambito delle relazioni sociali, per cui la persona teme che e vive con sofferenza e disagio i rapporti sociali . L’ansia nei confronti delle relazioni sociali può sfociare, talvolta, in fobia sociale (eritrofobia, ovvero, la paura di arrossire in pubblico, emetofobia, cioè la pura di vomitare in pubblico ecc..) o, ancora, il timore di essere giudicati negativamente dagli altri può dar vita a manie di persecuzione e paranoia.
Come per gli attacchi panico, attraverso tutta una serie di prescrizioni e in particolare, con la creazione di protocolli di intervento costruiti ad hoc, l’intervento psicologico clinico strategico è in grado di agire efficacemente in molti disturbi d’ansia.
Simona Lauri
Bibliografia
Nardone G.,, Paura, panico, fobie. La terapia in tempi brevi, Ponte delle Grazie, 1993, Milano
Nardone G., Oltre i limiti della paura. Superare rapidamente le fobie le ossessioni e il panico, Bur, 2000, Milano
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