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Famiglia, regole, figli, educazione: nuovi modelli a confronto

In un precedente articolo ho cercato di individuare quali possono essere gli “elementi” che contribuiscono, talvolta, a rendere difficile il ruolo del genitore.

Al giorno d’oggi, infatti, è sempre più diffusa la tendenza a vivere con maggiore “difficoltà” la gestione dell’educazione dei figli, i quali, o tengono “in scacco” -attraverso atteggiamenti oppositivi- i genitori o ancora mostrano difficoltà nel riconoscere alla coppia genitoriale, l’autorevolezza necessaria per ritrovare nella figura materna e paterna, dei ruoli di guida e supporto.

Gli studi condotti sulle famiglie presso il Centro di Terapia Breve Strategica di Arezzo, hanno permesso di individuare 6 tipici modelli familiari. Ciascun modello si caratterizza per le modalità comunicative e i comportamenti adottati per affrontare e gestire gli eventi di vita quotidiana e che hanno, inevitabilmente, un’influenza nel rapporto genitori-figli.

Modello Iperprotettivo

Alla base di questo modello vi è la credenza secondo la quale i propri figli sono fragili e non sono in grado di superare problemi e difficoltà. Ciò comporta il fatto che i genitori finiscono col sostituirsi continuamente ai figli, rendendo la loro vita più facile. La modalità comunicativa tipica di questo modello familiare si basa sulla dolcezza, su un tono pacato, amorevole e protettivo e ciò che muove principalmente i genitori è la preoccupazione costante del benessere e della serenità dei figli. La relazione genitori-figli, pertanto, è sempre complementare, con i genitori in una posizione one-up (posizione di superiorità) e i figli one-down (posizione di inferiorità; ciò significa che tutti i tentativi di indipendenza da parte del piccolo vengono scoraggiati.

Quali sono le regole del modello iperprotettivo?

  • La madre agisce come una super-mamma che si sacrifica costantemente per il bene del figlio.
  • Il padre, in genere, si mostra totalmente in accordo con la madre o, ancora, è completamente assente.
  • I genitori iperprotettivi sono incapaci di punire e non stabiliscono regole fisse: tutto cambia per non fare soffrire i figli.
  • Vengono concessi privilegi senza fare fatica, senza nessuna motivazione.
  •  I premi sono dovuti e non meritati.
  • Chi si oppone o trasgredisce non “perde privilegi” ma fa soffrire

Effetti del modello iperprotettivo

  • Non esistono conseguenze temibili.
  • Sia nella quotidianità che in caso di problemi, i genitori risolvono tutto.
  • I figli non devono rendere conto di nulla, non accettano le frustrazioni, evitano e delegano responsabilità e problemi ai genitori perché si percepiscono non in grado di affrontarli e gestirli.

Modello democratico

All’interno di questo modello, ciascun componente fa le cose per convincimento e non per imposizione. Il consenso si ottiene col dialogo e tutte le regole vengono concordate tra i membri della famiglia; per la precisione, è come se non esistessero regole ma consigli. Dal momento che mancano le gerarchie, i figli vengono ammessi ad ogni tipo di discussione o decisione e in caso di conflitti, si tende a cercare un accordo comune, a tutti i costi, in nome dell’armonia, mentre in altri casi, si evita con il cedimento.
L’obiettivo tipico di questa dinamica familiare, consiste nel raggiungere la pace e l’armonia.

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Quali sono le regole del modello democratico-permissivo?

  • Anche i più piccoli fanno parte del consiglio familiare.
  • Ogni decisione deve essere unanime.

Effetti del modello democratico-permissivo

  • Ogni dissenso blocca il processo decisionale.
  • Ognuno modifica le regole a proprio favore.
  • Il non rispetto non ha ripercussioni.
  • Desideri di figli e genitori hanno valenza simile.
  • Ostruzionismo e minacce diventano strumenti per ottenere.
  • I genitori agiscono sulla base di teorie filosofico-ideologiche per cui, in età adolescenziale per esempio di fronte ad una trasgressione, il giovane tenderà a non ascoltare eventuali consigli

Modello sacrificante

L’assunto alla base di questo modello è: “Se mi sacrifico sarò accettato/a.” I genitori, pertanto, si sacrificano costantemente per il bene dei figli, non provvedono alla soddisfazione dei propri personali bisogni e considerano il “piacere” trasgressivo. A livello comunicativo, pertanto, emerge spesso una delusione per il mancato riconoscimento (“nostro figlio non apprezza mai quello che facciamo per lui”) ed una costante critica nei confronti di chi si dedica a se stesso.

Quali sono le regole del modello sacrificante?

  • Nella vita bisogna sacrificarsi per essere accettati.
  • Il piacere è solo nel dare agli altri, non nel ricevere.
  • I genitori devono assumersi le incombenze della famiglia.
  • Aspettativa che i figli ricompenseranno il sacrificio.

Di contro, per i figli, le regole possono essere sintetizzate nelle seguenti affermazioni:

  • I genitori devono darmi, e io devo dare ai genitori.

Effetti del modello sacrificante

  • Se sei altruista, gli altri ti accettano, ma ti sfruttano.
  • Ogni sacrificio deve essere riconosciuto, pena, la delusione ed un profondo senso di rabbia.
  • La ricerca del piacere viene vissuta con senso di colpa.
  • Le energie e le risorse di ciascun componente della famiglia, sono messe esclusivamente a disposizione per la famiglia stessa.
  • Ci si lamenta per il profondo stato di insoddisfazione ma non viene fatto nulla per cambiare.

Modello intermittente

Questo modello è connotato da una ambivalenza costante: i modelli e gli stili genitoriali si susseguono
senza giustificazione in base alle situazioni. I genitori, dunque, passano da modalità rigide a modalità
permissive, dal valorizzare allo squalificare senza che siano guidati da un progetto. Sono incapaci di mantenere una posizione (da non confondere con la flessibilità).

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Quali sono le regole del modello intermittente?

  • Il dubbio viene prima di tutto.
  • L’autocritica è pronta ad intervenire non appena qualcosa va storto.
  • Meglio scendere a compromessi prima che accada qualcosa di peggio.
  • Non esiste fissità delle regole: tutto è in continua revisione.

Effetti del modello intermittente

  • Nessuna posizione viene mantenuta salda, pertanto, nulla è valido, né rassicurante.
  • Vi una costante sensazione di cambiamento.
  • I figli in particolare non percepiscono la presenza di rassicuranti e necessari punti di riferimento.
  • Le strategie, anche quelle vincenti, cambiano.

Modello delegante

E’ un tipo di modello che nasce all’interno della coppia, a partire dal perpetuarsi del ruolo di eterni “figli”, condizione, solitamente, causata dall’accettazione di compromessi per l’ottenimento di benefici economici e di supporto generico (logistica, tempo libero…)

Quali sono le regole del modello delegante?

  • Ogni responsabilità ed incombenza da sbrigare, è affidata ai nonni.
  • In virtù dell’armonia familiare e del mantenimento dei “privilegi, si accettano in maniera “incondizionata” le regole dettate dai nonni, nonostante, ad un’analisi più approfondita emergano delle differenze sostanziali tra lo stile dei genitori e quello messo in atto dai nonni.
  • Per i nonni valgono le regole dei vecchi modelli educativi
  • Ai figli è concesso qualsiasi privilegio e comodità

Effetti del modello delegante

  • Scarsa assunzione di responsabilità da parte dei genitori.
  • Le relazioni sono fluttuanti e tendenzialmente, di fronte a problemi e difficoltà, si tende a delegare ai nonni.
  • Dal momento che le regole di nonni e genitori spesso non coincidono, i figli tenderanno a seguire le più comode per loro.
  • Nonni e genitori si schierano coi figli a seconda delle occasioni.
  • I figli possono chiedere a nonni e genitori di nascondere eventi negativi (es. brutti voti a scuola ecc..).
  • I figli finiscono col vedere i genitori come dei fratelli maggiori

Modello autoritario

All’interno di questo modello, uno o entrambi i genitori tentano di esercitare un vero e proprio potere e controllo sui figli (ricalcando lo stile educativo tipico degli anni 30-40). Il presupposto alla base di questo modello è l’idea secondo la quale, è l’adulto il detentore delle regole e colui che impone la disciplina ed è il modello da imitare. Molti studi hanno dimostrato, inoltre, come sia più facile ritrovare questo stile genitoriale all’interno di famiglie in cui i genitori lavorano in ambiti con gerarchie rigide. Le regole e i ruoli, pertanto, vanno rispettati, pena: la punizione, anche violenta.

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Quali sono le regole del modello autoritario?

  • Disciplina e dovere sono la priorità.
  • Le giornate sono scandite da orari precisi.
  • Ai maschi richiesto di eccellere nel successo personale e negli sport, alle femmine richiesta remissività e docilità.
  • I figli hanno poca voce in capitolo e devono accettare senza discutere le regole e vengono scoraggiati ad intraprendere le mode del momento e incoraggiati allo studio e allo sviluppo di competenze personali.
  • I valori sono assoluti, immutabili ed eterni.
  • Ognuno deve rendere conto delle proprie azioni.
  • La soddisfazione dei bisogni si ottiene con l’impegno e coi risultati concreti.
  • Si accettano solo comportamenti che si uniformano ai valori della famiglia e quelli inaccettabili vanno evitati o tenuti nascosti.

Effetti del modello autoritario

  • In presenza del padre (detentore del potere) l’atmosfera si fa tesa e la comunicazione diminuisce al minimo.
  • Presenza di malesseri fisici per sfuggire alla tensione.
  • A livello comunicativo viene privilegiato il “monologo”, piuttosto che lo scambio comunicativo.
  • La madre diventa la diplomatica della famiglia.

L’intervento strategico breve per le famiglie

E’ importante precisare che nessuno dei modelli descritti possono essere considerati “malati” o “sani”, ma possono trasformarsi in ”patogeni” nell’esatto momento in cui, di fronte ad un evento, una situazione che richiedono flessibilità e capacità di adattamento, il sistema familiare si irrigidisce all’interno di un modello e mette in atto modalità comunicative e relazionali che creano disagio e conflittualità.
L’approccio strategico breve, attraverso l’utilizzo di particolari prescrizioni, ristrutturazioni e in particolar modo, rendendo i genitori “protagonisti” “co-terapeuti” del cambiamento, consente di ridefinire le regole e le relazioni familiari, indirizzandole verso la creazione di un equilibrio funzionale.

Bibliografia

  • Nardone G., Modelli di famiglia, conoscere e risolvere i problemi tra genitori e figli, Tea Editore, 2006

Dott.ssa Simona Lauri - Psicologa Milano

Psicologa Psicoterapeuta e Coach Alimentare at Benessere Pratico
Psicologa e psicoterapeuta breve strategica. Oltre che offrire interventi di psicoterapia breve, mi occupo di coaching alimentare e sportivo.

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