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paure di contaminazione

Paure di contaminazione e pluviofobia: cosa fare?

Si definisce pluviofobia (ombrofobia), la paura irrazionale e ingiustificata della pioggia. Più precisamente, chi soffre di questa paura, teme in particolar modo, di bagnarsi con l’acqua piovana. Accanto alla sintomatologia tipica di chi soffre di ansia (battito cardiaco accelerato, sudorazione eccessiva, senso di svenimento), la persona pluviofobica, può manifestare pensieri e rituali ossessivi, finalizzati alla protezione e all’evitamento di tutte quelle situazioni che possono condurlo ad entrare in contatto con temporali e pioggie, che si presuppone siano “contaminate”.

Proprio la paura irragionevole di contaminazione dall’acqua piovana (che si pensa inquinata dallo smog e dalle polveri atmosferiche), dunque, potrebbe sfociare all’interno di un’altra area di disturbi ben specifica, vale a dire: il disturbo ossessivo-compulsivo.

Paura di contaminazione pluviofobia: di cosa si tratta?

La persona, in questi casi, per proteggersi dall’ansia suscitata dalla pioggia e dalle conseguenze che potrebbe provocare (paure di contaminazione) può arrivare a mettere in atto tutta una serie di rituali, tra i quali: portarsi costantemente con sé, ombrelli, impermeabili, cambi di abiti, nel caso in cui, dovesse imbattersi in un improvviso temporale, o ancora, mettere in atto tutta una serie di rituali legati alla pulizia (sia prima di uscire fuori casa, che al rientro), per scongiurare o per ridurre al minimo il rischio di contaminazione. Nei casi più gravi, questi rituali possono influenzare pesantemente la vita, non solo della persona stessa, ma anche di tutto il sistema familiare, fino ad arrivare ad estreme forme di evitamento (isolamento, paura costante che possa piovere da un momento all’altro, continuo controllo delle previsioni meteo, paure di contaminazione).

Lettura di approfondimento:  Nomofobia e dipendenza da Smartphone: quando le nuove tecnologie creano disagi

Cosa fare per cercare di gestire la paura sentirsi contaminati dalla pioggia?

  1. Cambiare prospettiva: se dietro questa paura, si dovesse nascondere il timore di sporcarsi o essere contaminati, per cui la persona, mette in atto delle azioni per cercare di mantenersi il più possibile pulita (per esempio lava frequentemente gli soprabiti e cappotti), potrebbe essere utile iniziare a pensare, che sono proprio queste strategie, che almeno a primo impatto, fanno sentire “protetti”, ad innescare il circolo vizioso della preoccupazione. Pertanto, paradossalmente, più la persona cerca di mantenersi pulita, più si sentirà maggiormente esposta al rischio di “sporcarsi” nuovamente.
  2. Piccole violazioni graduali: a partire da quanto affermato prima, potrebbe essere utile decidere volontariamente di avvicinarsi ed esporsi in situazioni che “sconvolgono” un po’ le rigide abitudini che ci si è creati; per esempio, procedere come sempre nelle pratiche di pulizia previste, lasciando però, volontariamente qualcosa di “sporco”.
  3. Rieducate le vostre sensazioni: cominciate ad associare alla pioggia attività finalizzate al rilassamento; ad esempio, praticate sessioni di training autogeno, scegliendo musiche che simulano i rumori della pioggia, per poi decidere in una giornata di pioggia leggera, di programmare una passeggiata in compagnia di amici.
  4. Quando la paura diventa eccessiva e invalidante o i rituali finalizzati a gestire tale ansia, finiscono con l’invadere la vita della persona, potrebbe essere utile rivolgersi ad uno psicologo per una consulenza psicologica finalizzata alla gestione e al superamento del problema.

Guarda il video della puntata “Extreme, oltre i limiti”, nel quale troverai il mio intervento con i consigli per affrontare la paura di contaminazione dalla pioggia.

 

Dott.ssa Simona Lauri - Psicologa Milano

Psicologa Psicoterapeuta e Coach Alimentare at Benessere Pratico
Psicologa e psicoterapeuta breve strategica. Oltre che offrire interventi di psicoterapia breve, mi occupo di coaching alimentare e sportivo.

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