Stalking e violenza: ancora troppo silenzio. Cosa fare?

Stalking e violenza: ancora troppo silenzio. Cosa fare?

Stalking e violenza: ancora troppo silenzio. Cosa fare?
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Stalking e violenza: ancora troppo silenzio

Pubblico qui di seguito informazioni e suggerimenti tratti da un opuscolo realizzato all’interno di un progetto finanziato dalla Regione Siciliana e dall’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, dal titolo  “Stalking e violenza: ancora troppo silenzio, una proposta di intervento.”Le informazioni sono utili per gli ormai frequenti casi di stalking e violenza domestica subita dalle donne e dai minori.

 

ll tuo compagno/coniuge/fidanzato:

  • Ti chiama e/o ti invia insistentemente sms quando non siete insieme
  • Ti chiede costantemente di dirgli dove vai, chi vedi e cosa fai
  • Ti controlla economicamente e ti chiede come spendi i soldi
  • Critica il tuo modo di vestire e pretende che tu cambi abbigliamento se a lui non piace

Quelli appena descritti sono tutti piccoli segnali, esistono poi delle vere e proprie strategie di controllo:

  • Al tuo compagno/coniuge/fidanzato non gli piace il fatto che hai delle amiche
  • Non vuole che frequenti i tuoi famigliari
  • Si infastidisce se rimani sola con altre persone
  • Qualche volta ti ha rimproverato davanti ad altre persone

Le strategie di controllo illustrate rappresentano tutta serie di comportamenti che mirano a creare una situazione di isolamento. A queste possono aggiungersi altre situazioni:

  • Ti mette paura, ti insulta o ti umilia
  • Minaccia di farti togliere i bambini
  • Minaccia di suicidarsi
  • Ti sottrae i tuoi documenti più importanti
  • Minaccia di fare del male ai tuoi famigliari

Accanto a questi comportamenti e strategie, esistono anche vere e proprie azioni di intimidazione:

  • Ti ha picchiato, spintonato
  • Ti ha obbligato ad avere rapporti sessuali
  • Ha distrutto o buttato via oggetti/cose per te importanti

stalkingSe ti accorgi, dunque, che il tuo uomo ti controlla, ti isola, ti intimidisce, ti minaccia e aggredisce: STAI SUBENDO VIOLENZA E SEI IN UNA SITUAZIONE DI RISCHIO.

Stalking: cosa fare?

Chiedere aiuto e denunciare i fatti. Rimanere nel silenzio non aiuta, può solo peggiorare le cose. Devi essere tu a fare il primo passo. La violenza contro le donne ed i bambini è un reato e in quanto tale va denunciato.

Una definizione di violenza contro le donne

“Qualsiasi azione di violenza fondata sull’appartenenza sessuale che comporta o potrebbe comportare per le donne che ne sono bersaglio, danni o sofferenze  di natura fisica, sessuale o psicologica, ivi compresa la minaccia di mettere atto simili azioni, la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che in quella privata.” (2002 Consiglio di Europa).

ESISTONO DIVERSI TIPI DI VIOLENZA:

  • FISICA: Ogni forma di violenza contro la donna , il suo corpo, le sue proprietà. Esercita violenza fisica: chi ti spintona, rompe i tuoi oggetti personali, minaccia di toglierti i figli, ti schiaffeggia e ti picchia, ti dà calci, ti brucia con le sigarette, ti sequestra, ti impedisce di uscire o fuggire, et…
  • ECONOMICA: Ogni forma di privazione e/o controllo sull’autonomia economica della donna, che limita o impedisce alla donna stessa di disporre di denaro, di fare liberamente acquisti, di avere un proprio lavoro. Esempi di violenza economica sono: ti costringe a fare debiti, tenerti in una situazione di privazione continua, rifiutarsi di pagare un assegno di mantenimento, licenziarsi per non pagate gli alimenti, impedirti di lavorare o mantenere il tuo posto di lavoro.
Lettura di approfondimento:  Zoofobia ed entomofobia: come gestire la paura di animali e insetti?

VIOLENZA SESSUALE E PSICOLOGICA

  • SESSUALE: Ogni imposizione di pratiche sessuali non desiderate sia da parte di estranei che di conoscenti e/o partner. Esempi: il partner ti impone comportamenti e rapporti sessuali contro il tuo desiderio, ti costringe ad utilizzare materiale pornografico, ad avere rapporti sessuali in presenza e con altre persone, ti insulta, umilia o brutalizza durante il rapporto. Tra le violenze sessuali rientrano anche: la tratta delle donne a scopo sessuale, le mutilazioni genitali e i matrimoni forzati.
  • PSICOLOGICA: Consiste in attacchi diretti a colpire la dignità personale della donna, forme di mancanza di rispetto, atteggiamenti volti a ribadire continuamente lo stato di subordinazione e inferiorità della donna nei confronti dell’uomo. Esempi: sminuisce la tua femminilità e la sessualità, ti offende anche nel tuo ruolo materno, ti insulta, ti umilia, ti denigra anche in presenza di altri, ti controlla e ti isola da parenti e amici, minaccia te, i tuoi  figli e la tua famiglia di origine ,ti  fa sentire in colpa, etc..

STALKING

  • STALKING: La violenza psicologica può manifestarsi tramite vere e proprie persecuzioni e molestie assillanti che hanno lo scopo di indurre la donna ad uno stato di allerta, di emergenza, di stress psicologico. Esempi: telefonate, sms, e-mail, continue visite indesiderate e anche, il pedinamento, la raccolta di informazioni sulla donna e sui suoi movimenti, la persecuzione, inoltre, può arrivare fino a vere e proprie minacce. Comunemente conosciuto come stalking (“appostarsi”), questo comportamento è attivato non solo da sconosciuti ma anche da familiari solitamente mossi dal risentimento o dalla paura di perdere il controllo sulla vita della donna.

CONSEGUENZE DELLA VIOLENZA

  • stalkingSULLE DONNE: La violenza e lo stalking procurano gravi conseguenze fisiche e/o psichiche, alcune con esiti fatali. Gli effetti più immediati consistono in ematomi, fratture e altro. La violenza implica un’invasione del sé, può annientare il proprio senso di sicurezza, la fiducia in sé stessa e negli altri, procura un senso di impotenza, passività, debolezza, ansia, isolamento, confusione, incapacità di prendere decisioni, paura generalizzata. La violenza e lo stato di stress conseguente possono influire inoltre sulla salute delle donne: disturbi ginecologici e gastrointestinali, dolori cronici, astenia cronica e cefalea persistente, depressione, attacchi di panico.
  • SUI BAMBINI: Prende il nome di violenza assistita, la condizione a cui viene sottoposto il minore che assiste a qualunque atto di violenza fisica, verbale, economica agita contro la madre o altra figura familiare di riferimento: questi bambini e queste bambine denotano problemi di salute e di comportamento, tra cui disturbi del peso, di alimentazione e del sonno. Possono avere difficoltà a scuola e non riuscire a sviluppare relazioni intime e positive. Nei bambini si coglie un’interiorizzazione della violenza come modo di risolvere i conflitti. Nelle bambine una maggiore probabilità di accettare la violenza come norma.
Lettura di approfondimento:  Assertività: impariamo a dire NO!

TU PUOI USCIRE DALLA VIOLENZA!

Cerca di riconoscere e ammettere a te stessa che hai vissuto o stai vivendo una situazione di violenza. Pensa che la violenza, qualunque sia, non è giustificabile, anzi è un reato. Accetta le tue paure e le tue ansie: non sei colpevole di nulla e non devi avere vergogna. La violenza che ti ha colpita è una “violazione dei tuoi diritti”, ovvero un grave reato.

Tu puoi fare qualcosa per mettere fine alla violenza. Chiedi aiuto ai Centri antiviolenza o ai servizi presenti sul territorio. Lì troverai operatori /trici competenti con cui parlare, consultarti nella massima riservatezza. Puoi trovare ascolto, accoglienza e non ti sentirai sola.

SE SEI STATA VITTIMA DI UNA QUALUNQUE FORMA DI VIOLENZA-STALKING RICORDA CHE:

  • L’istituto del Patrocinio a spese dello stato ti permette l’assistenza legale senza affrontare alcuna spesa, se non hai un reddito.
  • Non avere paura se il tuo compagno o tuo marito minaccia di farti togliere i figli: solo il Tribunale può decidere in merito nell’esclusivo interesse dei figli.
  • Se non sei economicamente in grado di mantenerti da sola, il Tribunale riconosce il diritto al mantenimento per te ed i tuoi figli.
  • Se devi allontanarti con i tuoi figli da casa per ragioni di sicurezza puoi essere ospitata in case-rifugio ad indirizzo segreto, dove avviare un nuovo percorso di vita con l’aiuto dei servizi.

NUMERI UTILI

  • Numero verde antiviolenza donna 1522, attivo 24 ore su 24 (finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità) risponde alla domanda di aiuto delle donne vittime di violenza e le indirizza verso strutture di assistenza e protezione pubbliche e private presenti su tutto il territorio, garantendo l’anonimato. Quando accade una lite furibonda, subisci una violenza sessuale o vieni picchiata o sei in una situazione di pericolo, sia per te che per i tuoi figli, puoi chiamare o fare chiamare i seguenti numeri di emergenza:
  • Basta chiamare il 113 perché intervenga una volante della Polizia. E’ attivo 24 ore su 24 e può venire a casa tua. Verrà scritto un verbale dal poliziotto o dalla poliziotta della volante. Verbale che non va confuso con la querela.
  • Basta chiamare il 112 e viene attivato il Nucleo Radiomobile dei Carabinieri capace di garantire 24 ore su 24, il tempestivo intervento di personale e mezzi dell’arma.
Lettura di approfondimento:  Giovani e denaro: istruzioni per educarli ad un uso consapevole

Le forze dell’ordine hanno il compito di aiutare le/i cittadine/i vittime di qualsiasi reato e di svolgere indagini nel merito. Denunziare un reato, soprattutto nel caso in cui si ripeta (maltrattamenti familiari in particolare), è il modo per interromperlo e per procedere legalmente contro chi lo fa. Se vuoi fare una denuncia perché hai subito violenza, puoi rivolgerti al Commissariato di Polizia o alla Stazione dei Carabinieri più vicina.

E’ IMPORTANTE SAPERE CHE:

La querela è un atto importante e può essere fatta anche in un momento successivo alla violenza entro tre mesi dal verificarsi degli episodi. In ogni caso, rivolgiti ad un Pronto Soccorso ospedaliero e fatti “refertare”” i segni, dichiarando l’autore della violenza. Questo è molto utile per dimostrare la violenza subita se decidi di sporgere denuncia successivamente.

Ricordati che per le violenze sessuali il termine per la presentazione della querela è di sei mesi. Ciò al fine di consentirti una serena valutazione della più opportuna scelta da compiere. Viceversa per i reati quali maltrattamenti in famiglia e la violenza sessuale o maltrattamenti a danno di minori la procedibilità è di ufficio e quindi anche oltre i sei mesi potrai denunciare e una volta presentata la denuncia, questa sarà irrevocabile.

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Dott.ssa Simona Lauri - Psicologa Milano

Psicologa Psicoterapeuta e Coach Alimentare at Benessere Pratico
Psicologa e psicoterapeuta breve strategica. Oltre che offrire interventi di psicoterapia breve, mi occupo di coaching alimentare e sportivo.

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