Coraggio: 3 consigli per coltivarlo a partire dalla paura

Coraggio: 3 consigli per coltivarlo a partire dalla paura

Coraggio: 3 consigli per coltivarlo a partire dalla paura
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coraggio

Il coraggio è una qualità che tutti desiderano avere, dal momento che è una caratteristica che ci rende, agli occhi degli altri, degni di rispetto.

Dalla Bibbia alle fiabe; dagli antichi miti ai film di Hollywood, la nostra cultura è ricca di storie che raccontano l’esemplare coraggio di persone che hanno affrontato pericoli e avversità per il bene dell’umanità.

Dal codardo leone del Mago di Oz che trova il coraggio di affrontare la strega, a Davide che combatte contro Golia, a Star Wars ed Harry Potter , grandi e bambini sono cresciuti con tanti esempi di eroi coraggiosi.

Quando pensiamo al coraggio, a partire da queste premesse, evochiamo subito l’immagine di qualcuno che è disposto a rischiare la propria vita per gli altri. E’ possibile chiamare questo tipo di coraggio, Coraggio con la c maiuscola.

Eppure non esiste soltanto questa tipologia, esistono altre forme di coraggio, che pur potendole definire con la c minuscola, pratichiamo tutti noi ogni giorno nel corso della nostra vita.

Coraggio: diverse tipologie

Coraggio morale

Si tratta di una forma di coraggio che spinge le persone a perseguire e affermare i propri valori e principi anche quando questi vanno “controcorrente” o incontrano il dissenso degli altri. Una persona è moralmente coraggiosa quando, non cambia i suoi assunti e le sue credenze, indipendentemente da chi gli è accanto o da quello che gli altri potrebbero dire sul suo conto. Allo stesso tempo, è rispettosa delle opinioni altrui ma non scende mai a compromessi su questioni che ritiene importanti.

Coraggio psicologico

Per coraggio psicologico possiamo intendere la capacità di affrontare e gestire la sofferenza psicologica o emotiva derivante da condizioni personali o situazioni problematiche.

In psicologia un termine che descrive al meglio questa capacità, è quello di resilienza: questa parola fa riferimento alla capacità che consente ad alcune persone di non farsi abbattere dalle avversità della vita e a tornare più forti che mai. Piuttosto che lasciare che il fallimento li travolga e li svuoti di energie, trovano sempre un modo per rialzarsi. Gli psicologi hanno identificato alcuni dei fattori che rendono una persona resiliente, tra cui: un atteggiamento positivo, la capacità di regolare le emozioni e di esprimerle adeguatamente e la capacità di vedere il fallimento come occasione per crescere.

Anche dopo eventi “sfortunati”, le persone coraggiose, dunque, esattamente come i grandi eroi dei film e dei racconti mitologici, sono in grado di cambiare rotta e raggiungere importanti mete.

3 piccoli consigli per trovare il coraggio

1) 20 secondi di coraggio

Se pensare di essere sempre coraggiosi può essere difficile, praticare il coraggio a piccole dosi, può risultare più semplice. Quando stai per fare qualcosa ma temi le conseguenze delle tue azioni, diventa coraggioso soltanto per 20 secondi…nè un secondo di più…nè un secondo di meno…fallo e basta!

2) Fai pratica recitando “come se”

Quando stai affrontando qualcosa di impegnativo, prendi spunto da ciò che, le persone coraggiose che conosci, farebbero. Una volta che hai “visualizzato” l’immagine di quella persona che ammiri per il suo coraggio, agisci semplicemente “come se” fossi coraggioso esattamente come quella persona. Una volta entrato nel ruolo della persona coraggiosa, scegli-ogni giorno-di fare una piccola cosa che dimostri il tuo coraggio.

3) Concentrati sui risultati ed esorcizza la paura

Quando vuoi veramente qualcosa, ma la paura ti blocca, concentrati solo sui risultati e se la paura dovesse prendere il sopravvento, piuttosto che fuggirla, esorcizzala e circoscrivila, richiamandola volontariamente, in che modo?

Come recita un vecchio proverbio Sufi “la paura guardata in faccia si trasforma in coraggio”; ciò significa che, mentre (come accennato precedentemente), il tentativo di voler scacciare a tutti i costi la paura, non fa altro che creare il meccanismo inverso, per cui la paura, sarà ancora presente in misura maggiore nella mente della persona e in maniera più amplificata, richiamandola ed esasperandola  volontariamente, questa non potrà che ridimensionarsi.

La volontaria esasperazione della paura, infatti, potrebbe contribuire a bloccare il corto circuito disfunzionale all’interno del quale è entrata la nostra mente.  Mettendo, ad esempio, “nero su bianco”,  tutte le ansie e le angosce che più attanagliano la tua mente. Tenta di circoscrivere il più possibile all’interno di questo spazio tutte le fantasie più angoscianti per evitare che queste possano debordare nel corso della giornata…sii coraggioso!

 

Fonte1

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Dott.ssa Simona Lauri - Psicologa Milano

Psicologa Psicoterapeuta e Coach Alimentare at Benessere Pratico
Psicologa e psicoterapeuta breve strategica. Oltre che offrire interventi di psicoterapia breve, mi occupo di coaching alimentare e sportivo.

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