Educazione alimentare bambini: mangiare in allegria!

Educazione alimentare bambini: mangiare in allegria!

Educazione alimentare bambini: mangiare in allegria!
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educazione alimentare bambini

Educazione alimentare bambini: mangiare in allegria!

Il cibo ha un ruolo importante nella vita quotidiana dei nostri bambini .

Le esperienze sul cibo fatte durante il periodo dell’infanzia sono importanti guide per il comportamento alimentare nell’adulto futuro. Il cibo ha molte proprietà che vengono percepite attraverso il gusto, l’odorato, la vista e il tatto e l’udito. Quindi, è molto importante incoraggiare i bambini a vivere le esperienze con il cibo, sperimentando attraverso tutti i sensi.

Il sistema di sorveglianza in età infantile “Okkio alla SALUTE” del Ministero della Salute stima che in Italia i bambini tra i 6 e gli 11 anni , con problemi di eccesso ponderale, siano ben 1 milione e centomila.

Il 12% dei bambini risulta infatti obeso, mentre il 24% è in sovrappeso: più di un bambino su tre, quindi, ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per la sua età. Questi dati assumono particolare rilevanza in termini di sanità pubblica, sia per le conseguenze dirette dell’eccesso di peso sulla salute fisica, psicologica e sociale dei bambini, sia perché tale condizione rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza di gravi patologie nell’età adulta.

Un problema particolarmente grave è quello dell’insorgenza dell’obesità infantile tra bambini e adolescenti, esposti fin dall’età infantile a difficoltà respiratorie, problemi articolari, mobilità ridotta, ma anche disturbi dell’apparato digerente e di carattere psicologico.

Quindi appare di rilevante importanza che vi sia un’educazione alimentare nei bambini già in prima età, non solo a livello familiare ma anche scolastico. Come il genitore pretende che il bambino a scuola impari quanto fa 2+2, o quale siano le capitali del mondo, tanto , dovrebbero pretendere in una buona educazione alimentare.

In un sondaggio americano del 2010 condotto dal famoso cuoco Jemie Oliver, che ha portato nelle scuole americane la cultura del cibo sano, era risultato che i bambini non erano stati in grado di distinguere i pomodori dai cavolfiore e dalle patate, e chiamando una melanzana con il nome di una pera.

In una ricerca sull’educazione alimentare più del 50% degli intervistati ha indicato “famiglia e parenti” quali elementi più influenti per la formazione delle loro abitudini alimentari. Solidi risultati scientifici supportano la tesi secondo cui lo stile e l’atteggiamento dei genitori nei confronti del cibo condizionano le abitudini alimentari dei figli attraverso un meccanismo di apprendimento sociale. Naturalmente bisogna ammettere che questa correlazione non è sempre lineare, in quanto i genitori hanno le proprie motivazioni e preferenze in campo alimentare, ma la ricerca ha sottolineato l’esistenza di un’associazione positiva tra la dieta seguita dai genitori e quella dei figli.

Nei primi anni di vita il modo in cui i genitori parlano del cibo, cucinano i pasti e l’alimentazione che seguono influisce in modo preponderante sullo sviluppo di abitudini alimentari sane da parte del bambino. I bambini osservano e imitano gli adulti e li prendono come esempio per imparare ogni cosa, dal dire grazie e prego, alle abitudini sportive e ai comportamenti nell’ambito della nutrizione. I bambini possono riallacciarsi agli atteggiamenti dei propri genitori per quanto riguarda il cibo e, visto che vengono presi come modello di riferimento, è bene che i genitori si assicurino di mostrare un’attitudine sana nei confronti del cibo così che i figli possano seguire il loro esempio.

Educazione alimentare bambini: non colpevolizziamo le mamme

Se qualcosa non funziona nella vita di famiglia, chissà perché, è sempre colpa delle mamme. Questo accade anche per il sovrappeso dei bambini : i problemi nascono dal fatto che si è circondati da un’offerta alimentare obesogenica. Che cosa significa obesogenica?

Vuol dire che gli alimenti più acquistati, disponibili ovunque e a costo contenuto rispetto a molti altri, inducono all’obesità. Gli alimenti obesogenetici sono i nemici giurati della sana alimentazione, sono quei cibi che maggiormente ci solleticano la gola, in grado letteralmente di stimolare l’appetito e creare persino dipendenza. Prendiamone atto e impariamo a riconoscere bene quali sono, per poter aiutare i bambini , a scegliere in modo gustoso ma salutare.

Educazione alimentare bambini: fame o appetito?

Nel mondo occidentale la fame quasi non esiste più, se per fame s’intende lo stimolo che dal sistema nervoso centrale scende direttamente allo stomaco e avverte che non ci sono più energie. Questo significa avere fame….

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Al giorno d’oggi , la fame, non ha più tempo di farsi sentire: la suddivisione dei pasti suggerita dalle linee guida nutrizionali più attuali , tende a riempire i vuoti appena si manifestano. Ad esempio, guardiamo la tabella di marcia prevista dai bambini: tra colazione e merenda del mattino trascorrono 2 ore, così tra merenda e pranzo; tra questo e lo snack del pomeriggio passano tre ore e poi via verso la cena: la fame è sotto controllo , ma non l’appetito.

L’appetito è il vero “guastafeste”, quella sensazione di desiderare anche senza la fisiologica necessità: non si avvertono i crampi allo stomaco , nessuno calo di zuccheri in corso, è solo voglia, contro la quale non è facile opporsi.

Il primo passo è riconoscere la differenza: quando i bambini non hanno più fame di verdure ma chiedono un gelato per chiudere il pasto raccontano (e si raccontano) solo bugie golose. Sono sazi per davvero, basta distrarli pochi minuti e dimenticheranno persino il dolce e quando corrono in cucina prima di cena chiedendo qualcosa da mettere sotto i denti, basta avere pronta una scodella d’insalata croccante e colorata, oppure una carota, una mela: sarà la prova del nove. Chi si accontenta di un “aperitivo” salutare , ha fame, chi no, ha solo appetito.

Educazione alimentare bambini: mettere nel piatto ciò che è giusto

Poiché cibo e salute viaggiano parallelamente, alcune autorevoli istituzioni scientifiche esperte sul tema, in particolare l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) e la Società Italiana Nutrizione Umana (SINU),si sono impegnate ad individuare le buone regole che consentono ai nostri bambini di crescere sani e a farle rispettare in tutta Italia.

I Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana, forniscono indicazioni pratiche sulle quantità, sui fabbisogni per età ecc.

Il pasto consumato a scuola è così previsto dal Ministero della Salute e sono utilissime per i genitori a capire come comportarsi quando i bambini tornano a casa.

ALIMENTO FREQUENZA DI CONSUMO NELL’ARCO DELLA SETTIMANA SCOLASTICA
Frutta e vegetali Una porzione di frutta e una di vegetali tutti i giorni
Cereali (pasta, riso, orzo,mais, ecc.) Una porzione tutti i giorni
Pane Una porzione tutti i giorni
Legumi (anche come piatto associati a cereali) 1-2 volte alla settimana
Patate 0-1 volta alla settimana1
Carne 1-2 volte alla settimana
Pesce 1-2 volte alla settimana
Uova 1 volta alla settimana
Formaggi 1 volta alla settimana
Salumi 2 volte al mese
Piatto unico (pizza, lasagne ecc.) 1 volta alla settimana

Educazione alimentare bambini: carboidrati? Un nutriente da rivalutare

I carboidrati sono sempre i primi incriminati nelle diete dimagranti, eliminati per perdere peso velocemente. Ma siamo davvero sicuri che sia giusto eliminarli dalla propria alimentazione e soprattutto in quella dei bambini?

Quelli che comunemente vengono chiamati carboidrati , in termine scientifico sono definiti “glucidi”: sono i nutrienti che hanno il compito principale di fornire l’energia necessaria per correre, respirare, vivere ecc. Tutto questo vale, ovviamente, anche per i bambini: oltre il 55% delle calorie quotidiane deve provenire dai carboidrati. Non possono assolutamente mancare nemmeno quando sono in sovrappeso perché , altrimenti, non si ha il carburante sufficiente per crescere. I carboidrati però non sono tutti uguali: alcuni bisogna consumarli in poche quantità, e cioè i così detti zuccheri semplici: tra questi vi sono il glucosio , il fruttosio (zucchero presente nella frutta e nel miele), il saccarosio (il comune zucchero da tavola), il lattosio (lo zucchero presente nel latte) e il maltosio (estratto dai cereali). Sono i responsabili del gusto dolce e sono fonte di energia immediata, che però si esaurisce in fretta, per questo è sano sacrificarli a favore dei carboidrati complessi, provenienti dai cereali (riso, mais, grano pane e pasta), dai legumi e dalle patate. Sono chiamati complessi perché il meccanismo che consente di produrre energia utilizzabile dall’organismo richiede più tempo, ed è connesso al processo di digestione. La lentezza è un vantaggio, perché il rifornimento dura più a lungo.

I carboidrati sono il nutrimento dei muscoli e del cervello, inoltre partecipano alla costituzione delle strutture essenziali del nostro corpo e intervengono al corretto utilizzo dei grassi.

Educazione alimentare bambini: cucinare secondo stagione

E’ importante far vivere l’esperienza del contatto diretto con la natura anche ai bambini, programmando , ad esempio, una visita in un’azienda agricola. Saranno i coltivatori a raccontare loro la storia delle stagioni, del tempo necessario perché un frutto cresca fino al punto giusto, e dell’importanza di consumare presto quanto è stato raccolto.

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Educazione alimentare bambini: la colazione, il pasto più importante della giornata

Fare colazione è il miglior modo per cominciare la giornata. Si arriva da una notte di sonno e di digiuno, l’ organismo ha sicuramente fame e sete, se ciò non accade, i motivi possono essere molteplici. Uno di questi riguarda spesso la cena del giorno prima: si è mangiato troppo o scelto cibi impegnativi per lo stomaco ed si avverte ancora un senso di sazietà. Il secondo motivo è il tempo, soprattutto per i bambini: non vogliono mai addormentarsi e al mattino fanno fatica a svegliarsi. Così finiscono per arrivare in cucina con 5 minuti prima di uscire, quando non è più possibile gustare una colazione degna di questo nome. Una merenda al volo o un po’ di biscotti, un sorso di latte e via a scuola.

Per ovviare a questo , si potrebbe preparare insieme ai bambini, la tavola imbandita per la colazione la sera prima, ad eccezione ,ovviamente , degli alimenti da conservare in frigorifero , e sedersi con calma. E far scegliere ai nostri bambini la colazione, cambiandola giorno per giorno.

Educazione alimentare bambini: decidere insieme, dagli ingredienti al menù

È importante rendere i bambini partecipi delle scelte alimentari di famiglia. Rispettandone gusti, preferenze, voglie, si possono trasformarli da sistematici oppositori di qualsiasi portata o divoratori assenti e immersi in fantasiosi pensieri anche a tavola, a complici attivi se non addirittura accesi sostenitori di ciò che finisce nel piatto, e prima ancora, nel carrello della spesa. E come fare che ciò avvenga?

scegliere il giorno o il momento più adatto per andare insieme al mercato o al supermercato, annusare insieme i profumi dei singoli frutti , riempire gli occhi dei mille colori della verdura, valutare se ci piace l’idea di mettere in pentola carne e pesce o altre alternative.

decidere quali ricette preparare, stilando un menù dei pasti in comune della settimana, mettendo il grembiule ed entrare nei panni dei migliori chef del mondo. I bambini amano il gioco: giocare con gli ingredienti , con la consapevolezza che quello che si sta facendo insieme e tutt’altro che un gioco. Si tratta di un modo accattivante per renderli consapevoli di ciò che offre la natura, più ricca e variegata di quanto loro stessi immaginino.

– quando i bambini smettono di subire passivamente i gusti dei grandi e mettono in tavola tutta la loro fervida creatività sono più capaci di stare alle regole: davanti a proposte condivise non è possibile puntare i piedi a priori, e la fatidica frase “non mi piace” non ha più ragion d’essere.

Educazione alimentare bambini: bisogna sapere che…

vogliono entrare in cucina con i propri genitori. Lasciare che aprano il frigorifero, curiosino tra gli alimenti, guardino, annusino, assaggino. Trattarli da spettatori e giudici delle varie portate è controproducente.

vogliono mettere le mani in pasta. Mentre si cucina ,sarebbe utile nominarli “aiuto cuochi” , e questo li porterà a divertirsi molto

vogliono mangiare il giusto. I famelici sono affamati con gli occhi più che con lo stomaco: dopo aver consumato la giusta porzione basta aspettare qualche minuto chiacchierando. I bambini sono capaci di accorgersi che la fame è passata e , con essa, anche la voglia di cibo.

non amano stare a tavola perché si annoiano in fretta. Così finiscono il piatto velocemente e chiedono con insistenza di tornare a giocare. E se la tavola, invece, fosse il luogo in cui si chiacchiera , si scherza, si gioca tutti insieme? Sicuramente non avranno più il desiderio di alzarsi e andar via.

sono abitudinari, chiedono sempre gli stessi piatti ma sono molto curiosi. Occorre sfidare la loro creatività nelle pietanze che si preparano, così saranno più invogliati a provare

non vogliono sentirsi diversi. Importante è condividere le stesse portate negli orari della famiglia. Dopo i primi mesi di vita non ci sono più alimenti che i bambini devono assolutamente evitare. Davanti ai piatti dei grandi si sentiranno davvero responsabili e adulti.

non hanno sempre la stessa fame. Servire loro porzioni uguali tutti i giorni non li aiuta a riconoscere e ascoltare il segnale della sazietà. Se non terminano il loro piatto non importa, a patto che non sia un capriccio.

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– vogliono avere accesso libero agli alimenti. Se eviterete le eccessive proibizioni spiegando che è giusto e sano consumare un determinato alimento saltuariamente, con il tempo e la pazienza impareranno a regolarsi.

Educazione alimentare bambini: alcuni consigli

Fare un calendario. I bambini hanno bisogno di mangiare ogni tre o quattro ore: tre pasti, due spuntini e molti fluidi. Se ci si organizza creando un calendario settimanale, con la partecipazione attiva dei bambini , la dieta sarà molto più equilibrata e lui sarà meno irritabile, perché non sarà affamato.

Introdurre i nuovi alimenti lentamente. I bambini per il nuovo cibo sono , per natura, fobici alla novità. Un piccolo trucco, potrebbe essere di dire al bambino, che ad esempio, il suo eroe o personaggio preferito, mangia proprio quel tipo di alimento, che è un segreto, ma è giusto che lui lo sappia.

– Se i vostri bambini non mangiano verdure, si potrebbero creare delle salsine golose ma sane dove la verdura viene inserita ma dove non è percepita a vista.

– Un altro consiglio, che potrebbe apparire come scontato, ma che spesso si sottovaluta, è quello di evitare di introdurre nelle proprie mensole di casa , i cibi spazzatura e le merendine di bassa qualità nutrizionale: lontano dagli occhi….lontano dalla bocca!

Dare scelte, non regole : “Mangia questo, non mangiare quello” non funziona bene con i bambini. C’è un ribelle interiore che affiora in modo naturale e vuole il cibo proibito. Ma se li si avvicina con una sfida che offre delle responsabilità come “Prova questi due frullati e dimmi cosa ne pensi di ciascuno” si sta permettendo ai propri figli a pensare , per se stessi , su cosa mangiare , di come entrare in sintonia con il proprio corpo, di ottenere curiosità sul cibo, ed evitare di rimanere bloccati a mangiare sempre gli stessi alimenti evitandone altri . Le parole “cercare” e “scelta” aprono un rapporto curioso con gli alimenti, introducendo un miglior rapporto con il cibo.

Educare, non predicare : E’ naturale volere che i propri bambini riconoscano la differenza tra il cibo di alta qualità e quello di pessima qualità. Un modo, potrebbe essere quello di mostrare loro un video di come il cibo viene elaborato, educare i vostri figli e voi stessi allo stesso tempo. Oppure creare un piccolo orticello insieme ai propri bambini, dalla semina, cura, raccolta del prodotto con preparazione appetitosa finale . Importante è aiutarli a renderli consapevoli e partecipanti attivi.

Essere l’esempio, non il “professorino”. Crea il tuo rapporto positivo, sano e felice con il cibo e il corpo. Si sa che i bambini imparano guardando i loro genitori. Le abitudini alimentari, e come ci si sente con il proprio corpo, è molto più efficace rispetto a quello che si può “insegnare” ai figli circa l’alimentazione e abitudini alimentari positive . “Sii il cambiamento che vuoi vedere” – come diceva Gandhi, è esattamente quello che si deve fare quando si tratta di aiutare i bambini ad avere un rapporto sano con il cibo e con il proprio corpo.

Concludendo, se fin dall’infanzia si cerca di far vivere ai bambini, il più possibile , esperienze positive con il cibo, soprattutto quello sano, si eviteranno tutti i rischi di salute causati da sovrappeso e obesità, oltre che difficoltà nel rapportarsi con il cibo e di conseguenza, con il proprio corpo.

http://www.huffingtonpost.com/michael-f-jacobson/food-education_

https://www.barillacfn.com/it/magazine/cibo-e-societa/un-sondaggio-sull-educazione-alimentare/

http://www.cirfood.com/it/consumatori/benessere-e-bambini/10-consigli-di-educazione-alimentare/

http://psychologyofeating.com/4-ways-kids-food-relationship

“I cibi che aiutano a crescere” di Marco Bianchi, Lucilla Titta Curatore: Fondazione Umberto Veronesi, A. Gangeri

Editore: Mondadori Electa

 

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Dott.ssa Simona Lauri - Psicologa Milano

Psicologa Psicoterapeuta e Coach Alimentare at Benessere Pratico
Psicologa e psicoterapeuta breve strategica. Oltre che offrire interventi di psicoterapia breve, mi occupo di coaching alimentare e sportivo.

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