Il gaslighting: che cos'e? Il probema della testimonianza

Il gaslighting: che cos’è?

Concept manipulation of consciousness. Image created using multiple exposures on light background.

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Gaslighting

Se dice di amarti ma vuole convincerti che sei pazzo

“Questo non l’ho mai detto, te lo sarai immaginato”

“Visto? Ti metti sempre a piangere per delle scemenze”

“Perché non la smetti di dire idiozie? Tutti sanno come stanno le cose”

Se queste frasi non vi sono del tutto nuove, allora dovreste fare attenzione a chi le pronuncia, accusandovi di essere del tutto inaffidabili.

In larga parte inconsapevolmente, il nostro ambiente di vita caratterizza fortemente la percezione di noi stessi: si potrebbe quasi dire che la nostra identità sia composta in minima parte da una propria lucida autoanalisi e più largamente da tutte le opinioni, gli stimoli sociali ed i feedback che le persone che ci circondano ci danno sulla nostra vita.

Ovviamente se a giudicarci è qualcuno che non ci conosce, questo può suscitare al massimo un lieve fastidio, ma e stesse parole pronunciate da un amico caro, il proprio partner o un familiare, allora acquistano tanto più valore quanto più la relazione è profonda e significativa.

È in questo spazio di vulnerabilità rispetto all’opinione dell’altro che si scatenano al gran parte delle liti, poiché naturalmente ci interessa essere stimati e voluti bene dalle persone che ci sono più care: saremmo disposti a mettere tutto in discussione per accontentare la persona che amiamo, perfino le nostre convinzioni più profonde.

Prendiamo per esempio chi rinuncia alla carriera per passare più tempo con i propri figli, o chi decide di trasferirsi dove vive il proprio partner abbandonando le proprie origini o anche chi sacrifica del tempo libero per dedicarsi al volontariato: sono tutti casi nei quali la persona sceglie di disancorarsi dalle proprie certezze e comodità per dedicarsi ad un atto d’amore.

Ma, sebbene la capacità di mettersi in discussione per una nobile causa sia l’origine di molte storie di veramente ispiranti, è proprio all’interno di questo frangente che si insinua la capacità manipolatoria del Gaslighter.

 Cos’è il Gaslighting?

Il Gaslighting è un tipo di manipolazione che punta a convincere la persona soggiogata dell’esistenza di una realtà illusoria, o viceversa la porta a dubitare di fatti di cui aveva totale certezza.

Si capisce meglio l’origine di questo disturbo poiché, nella sua etimologia, si nasconde un’illustrazione abbastanza veritiera della manipolazione stessa: gaslighting è il nome del film nel quale il protagonista vuole convincere la moglie di essere pazza.

 Per fare ciò la accusa di aver pronunciato frasi che non ha mai detto, sposta i suoi oggetti personali dicendole che sono sempre stati lì, e nega spudoratamente di aver abbassato l’intensità della luce a gas (da qui il nome del comportamento e del film) in modo da rendere l’ambiente più buio.

Il ruolo del manipolatore fine ma persistente ed è quello di inserirsi come un tarlo nella memoria altrui, non cancellandola o negandola ma “sovrascrivendola”.

Il problema della testimonianza

Infelicemente noto soprattutto nella psicologia giuridica, il problema della testimonianza pone le basi all’interno dello studio cognitivo della memoria. Si è notato infatti, che le trascrizioni di testimonianze di persone che anno assistito allo stesso fato, in condizioni del tutto simili, erano spesso molto diverse.

Il fatto è che il nostro cervello memorizza ciò che dal suo punto di vista è più utile e tralascia una grande quantità di informazioni, questo processo di selezione può essere orientato attraverso l’attenzione volontaria, ma generalmente avviene in maniera inconsapevole.

Se state per esempio parlando con un amico in un pub e dietro di lui uno schermo sta proiettando una partita potreste passare ore a guardare in quella direzione memorizzando soltanto ciò che dice il vostro amico, anche se i vostri occhi hanno captato ogni singolo fotogramma della partita. Allo stesso modo c’è chi riterrebbe salienti dettagli di un evento che ad un altro sono sembrati del tutto irrilevanti.

Tutto ciò per dire che la nostra memoria ha un ampio spazio di fallibilità, un’incertezza che talvolta ci porta a dubitare di fatti avvenuti e che spesso alimenta discussioni su ciò che sia effettivamente successo.

Il manipolatore si avvale del beneficio del dubbio facendo leva sull’insicurezza del manipolato e insinua nella sua mente il tormento di ricordare male ciò che è realmente accaduto.

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Dott.ssa Simona Lauri - Psicologa Milano

Psicologa Psicoterapeuta e Coach Alimentare a Benessere Pratico
Psicologa e psicoterapeuta breve strategica. Oltre che offrire interventi di psicoterapia breve, mi occupo di coaching alimentare e sportivo.

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