PAURA DI ADDORMENTARSI, PAURA DI DORMIRE: DESCRIZIONE, CAUSE, RIMEDI - Psicologa Milano - Simona Lauri, Psicoterapeuta e mental trainer

PAURA DI ADDORMENTARSI, PAURA DI DORMIRE: DESCRIZIONE, CAUSE, RIMEDI

paura di dormire

PAURA DI ADDORMENTARSI, PAURA DI DORMIRE: DESCRIZIONE, CAUSE, RIMEDI

Perchè è difficile dormire? Il filosofo americano Henry Johnstone una volta scrisse “ […] per entrare nel sonno non ci sono cancelli attraverso cui passare…. e la loro assenza fa parte del nostro sonno […] all’improvviso sei lì, dall’altra parte.”

Sempre secondo il filosofo, vi è una correlazione tra l’esperienza del dormire e l’esperienza della morte, del passaggio da una dimensione all’altra.

In occidente vi sono milioni di persone che soffrono di disturbi del sonno. Secondo la psicologia clinica, vi sono varie forme di questo disturbo, nello specifico l’insonnia, l’ipersonnolenza, la narcolessia, i disturbi del sonno dovuti a difficoltà della respirazione, i disturbi della fase REM, la sindrome delle gambe senza riposo e il disturbo del sonno indotto da sostanze psicoattive (droghe, farmaci…).

Secondo l’American Sleep Association (ASA), solo negli Stati Uniti vi sarebbero circa 70 milioni di persone afflitte da disturbi del sonno.

Il disturbo più diffuso è l’insonnia, ed è caratterizzato dalla difficoltà ad addormentarsi, a mantenere il sonno (risvegli notturni) o risveglio precoce al mattino senza più riaddormentarsi. E’ stato dimostrato che molte persone hanno dei problemi a dormire da soli e quindi a lasciarsi andare al sonno.

In psicologia clinica la paura a lasciarsi andare al sonno il più delle volte è dovuta all’ansia causata dal turbinìo di preoccupazioni accumulate durante il giorno e che proprio nel momento in cui decidiamo di addormentarci, ci tormentano prepotentemente.

Non solo, tipico dei soggetti ansiosi è pensare troppo agli impegni del giorno dopo o se non a quelli a distanza di giorni….come se volessimo essere già lì….tra i più giovani e i bambini, i motivi principali della difficoltà ad addormentarsi è la paura degli incubi (in inglese nightmares, che affliggono anche gli adulti) e i cosiddetti “sleep terrors” che riguardano prevalentemente i bambini.

Fino a non molto tempo fa si pensava che tra i due fenomeni non vi fosse differenza finché gli scienziati non si accorsero che negli sleep terrors non vi erano i movimenti oculari rapidi tipici della fase REM, e che quindi accadevano durante la fase delta del sonno.

Non solo. Nella primissima fase di addormentamento, pare vi siano altri fenomeni che concorrono alla paura di addormentarsi e che rientrano nella categoria delle  parasonnie e che riguardano tutte quelle emozioni, fenomeni percettivi, illusioni ipnagogiche che ricorrono poco prima di cadere nel sonno.

Vediamo nello specifico in cosa consiste la paura di addormentarsi, iniziando con il racconto di alcuni casi clinici:

Daniele è un giovane uomo di 32 anni. Fidanzato da 5 con una donna della sua età ma con la quale ancora non convive, manifesta da qualche mese problemi ad addormentarsi.

Racconta “di solito guardo un film prima di dormire….poi verso l’una o le due comincio a sbadigliare, spengo tutto e sto più di un’ora a rigirarmi e rigirarmi nel letto. Vengo assalito da tachicardia ma non ho pensieri in generale, o meglio, li avrei ma non sono quelli che non mi fanno addormentare….è come se avessi paura a lasciarmi andare….come se potessi non svegliarmi più”.

Daniele racconta anche che da 3 anni ha gravi problemi economici in seguito alla perdita del lavoro e che i problemi del sonno erano cominciati da qualche mese. Dice ancora “quando sono sveglio, a volte ho come l’impressione di sentire qualcosa alla nuca, come se ci fosse un’ombra alle mie spalle, che mi segue…mi succede anche quando sono in giro….ho pensato più volte di andare a fare un controllo all’ospedale, ma in realtà ho paura che mi possano dire qualcosa di brutto.”

Nel racconto di Daniele è chiaramente visibile la correlazione sonno-morte.

Infatti, Henry Johnstone afferma che “[…] strutturalmente parlando, l’inizio della morte è esattamente come l’inizio del sonno. Se la perdita di coscienza è priva di cancelli nel sonno, lo è anche nella morte. La persona defunta non esperisce nessun passaggio verso la morte, è solo che all’improvviso è lì, dall’altra parte. In altre parole, se la morte comporta l’estinzione della coscienza, allora necessariamente, allo stesso tempo, vi è l’estinzione di qualunque “lì”. Infatti la morte non è un luogo altro piuttosto la perdita di qualunque luogo. Il defunto non è né qui né lì, non è da nessuna parte”.

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Racconta Ilenia, 21 anni:

“da quando mio padre è morto, ho preso l’abitudine di dormire nel letto con mia madre….sentivo che dovevo imparare a dormire da sola, a volte ho fatto dei tentativi….ricordo che una sera intorno a mezzanotte (stavo provando a dormire nella mia cameretta da qualche giorno), nel momento in cui mi stavo lasciando andare al sonno, ho avuto l’impressione che qualcuno mi stesse toccando molto velocemente le spalle….è stato veramente strano perché mi sono sentita veramente toccare! ed è stato come se avessi visto quelle mani, erano le mani di una donna.

Mi sono spaventata a morte

sembrava tutto vero! da quella sera tornai a dormire con mia madre e per molto tempo non ho più fatto tentativi. Inoltre, anche quando dormivo in compagnia, per molti anni ho sofferto di incubi ricorrenti che mi svegliavano nel cuore della notte, e mi lasciavano un’angoscia terribile. Ho cominciato (ricominciato) a dormire da sola all’età di 29 anni e da allora, nei periodi più stressanti, tendo a soffrire di risveglio precoce che mi lascia stordita tutto il giorno!”

In generale, le principali cause dell’ansia pre-addormentamento sono:

  • focalizzarsi troppo sulle preoccupazioni diurne
  • sentimenti di paura o terrore (del buio, della morte…)
  • sensazione di cadere nel vuoto
  • suscettibilità allo stress
  • sperimentare emozioni negative (rabbia, vergogna ecc) relative a episodi irrisolti della propria vita
  • disturbo da stress post-traumatico
  • abitudine a dormire in compagnia

mentre i sintomi che accompagnano la fobia del sonno:

 –   nausea o altri sintomi a carico dello stomaco, collegati all’ansia

  • costrizione al petto e tachicardia all’idea di dormire
  • sudorazione, tremori, iperventilazione
  • nei bambini, pianto, resistenza al “momento di andare a dormire”, paura di rimanere soli

…IL TEMPO E’ CERVELLO

Secondo Jaspers l’individuo è sospeso tra nascita e morte, dove il passato non è mai passato ma dà sostanza al presente.

Il presente in sé non è nulla se non un momento in cui vi è in nuce la potenzialità del domani….mentre il futuro è sempre caratterizzato da un vissuto d’ansia, un’ansia che si riferisce al fatto di non essere mai in tempo per fare qualcosa, di non arrivare in tempo, che il tempo ci venga rubato. Di fatti, una delle problematiche più collegate all’ansia d’addormentamento, nel suo riferimento alla paura della morte, è inconsciamente anche paura di un tempo che scorre troppo in fretta e che ci lascerà senza possibilità e senza speranze. Vi sono delle strutture cerebrali, nello specifico a livello del lobo frontale, che si attivano in preparazione ad attività che stanno per o dovranno svolgersi; molto spesso pensando insistentemente agli impegni, questa parte del cervello continua a “scaricare” mantenendo il nostro status cognitivo focalizzato ed impedendoci di rilassarci.

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Si corre sempre, il lavoro, la casa, i figli….diventa difficile rilassarsi e trovare dei momenti da dedicare a se stessi….non a caso, in alcuni paesi del nord Europa (in primis Olanda) i governi hanno deciso di diminuire le ore di lavoro settimanali per favorire una vita senza stress, in modo da cambiare la percezione e gestione del tempo ed avere una vita più serena e salutare.

Quando arriva il momento di addormentarsi, grazie al calare del sole e quindi al buio, una struttura del cervello (l’epifisi) produce maggiori quantità di melatonina, il cosiddetto ormone del sonno, nelle prime 4-5 ore della notte; col passare dell’età, a causa della calcificazione di questa struttura, la produzione di melatonina si abbassa e questa è una delle ragioni per cui da giovani si dorme di più e meglio. Inoltre è stato dimostrato che il forte stress (e altre condizioni che vanno a intaccare il ciclo sonno-veglia come i cambi di fuso orario), può diminuire la produzione di melatonina, andando quindi a contribuire ai disturbi del sonno.

COME DIMINUIRE L’ANSIA E MASSIMIZZARE IL SONNO

Per addormentarsi più facilmente (e velocemente), è utile cambiare alcune abitudini serali in modo da diminuire lo stress psicofisico. I cambiamenti nelle proprie abitudini richiedono tempo e persistenza ma se proverete a mettere in pratica i seguenti consigli, vi ritroverete con meno stress e ansia in pochissimo tempo!

  • viaggia nel tempo: è un modo carino e buffo per dire che almeno un’ora prima di andare a dormire è utile abbassare le luci e fare qualcosa che ci tenga la mente impegnata (no tablet! no cellulare! no computer!) come leggere un libro (ha un potente effetto soporifero), giocare al solitario, disegnare (meravigliosamente terapeutico, ad es. colorare i mandala) ecc. In questo modo vi concentrerete sull’attività e non penserete ad altro!
  • stabilisci un’ora per andare a dormire: i pediatri raccomandano i neo-genitori di stabilire delle regole per l’addormentamento dei bambini sin dalle prime settimane di vita, attraverso dei rituali quotidiani (bagnetto, pigiamino, chiacchiericcio) in modo che il bambino capisca che è il momento di rilassarsi e andare a dormire. Ecco, perché non dovrebbe essere utile anche per noi adulti? Ad es. tutte le sere, intorno alle 22 un bel bagno caldo ( o doccia), tisana rilassante, rivista/libro/carte e un po’ di olio essenziale di lavanda sul cuscino ( o attraverso un diffusore). Abitueremo l’organismo e la mente a rilassarsi e ad addormentarci meglio
  • tieni un diario: scrivere è terapeutico! tenete un diario in cui buttate giù i vostri pensieri e preoccupazioni. Vi aiuterà a liberarvi dalle tensioni e “digerire” meglio con il dovuto distacco emotivo.
  • rilassa il tuo corpo consapevolmente: una volta sdraiati sul letto, rilassate il vostro corpo una parte alla volta….iniziate con le dita dei piedi, respirando e visualizzandoli, poi continuate verso le caviglie, poi le cosce, le mani, il petto e così via. Respirate in modo calmo, lento e consapevole….dopo qualche minuto comincerete a sentirvi intorpiditi. E’ un buon segno! Vuol dire che il vostro corpo è pronto per addormentarsi….continuate con la respirazione finché non cadrete nelle braccia di Morfeo….
  • create un setting adatto all’addormentamento….non vi portate sul letto oggetti che non hanno a che vedere con il dormire, il sonno, il relax. Staccate la spina, entrate nella dimensione ipnotica….
  • alzatevi e camminate! se l’ansia è troppo forte, non rimanete a letto…non vi addormenterete mai….piuttosto alzatevi, camminate, sederti in salotto con la luce bassa accesa…non appena vi torneranno gli sbadigli, sarete pronti per dormire. Il corpo e la mente (umani!) non sono abituati a stare svegli nelle ore profonde della notte, prima o poi verrete travolti dal sonno.
  • rumore bianco: alcuni tipi di rumori bianchi aiutano a distrarre i sensi rendendo impossibile concentrarsi sui problemi.
  • se li amate, prendete un cane o un gatto….accarezzarli e coccolarli sarà terapeutico e vi faranno compagnia
  • ….andate in….Norvegia per un po’! eh sì, pare che vi sia un’isola di questo bellissimo paese che sta progettando di eliminare il tempo così come convenzionalmente lo conosciamo; l’ideatore del progetto, tale Kjell Ove Hveding, annuncia che l’isola Sommarøy eliminerà l’orologio, così che i cittadini (e anche i visitatori) potranno godersi a pieno la vita senza orari…le attività veranno svolte lo stesso (andare a scuola, a lavoro, giocare a calcio, fare shopping, pulire la casa….) ma senza orario, niente più corse contro il tempo, niente più ansia. Una vera e propria isola-senza-tempo.

 

 

SITOGRAFIA E BIBLIOGRAFIA

Lettura di approfondimento:  Benessere: semplici consigli per combattere lo stress

Galimberti U. Psicologia. garzanti, 1999

Làdavas E. Berti A. Neuropsicologia. Il Mulino 2014

Johnstone H. Phenomenology of death, philosophy of sleep, in Philosophy and Phenomenological Research

Vol. 38, No. 1 (Sep., 1977), pp. 107-113

 

https://www.healthline.com/health/somniphobia#causes

 

https://www.psychologytoday.com/us/blog/sleepwalker-sound-sleeper/201808/does-our-fear-sleep-mirror-our-fear-death

 

https://www.tuck.com/how-to-sleep-alone/

 

https://edition.cnn.com/travel/article/norway-sommaroy-island-time-free-zone/index.html

 

 

 

 

 

 

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    Dott.ssa Simona Lauri
    Psicologa e psicoterapeuta breve strategica. Oltre che offrire interventi di psicoterapia breve, mi occupo di coaching alimentare e sportivo.

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