Paura disastri naturali: guida per la gestione dell'ansia

Paura disastri naturali: guida per la gestione dell’ansia

Paura disastri naturali: guida per la gestione dell’ansia
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paura disastri naturali

Paura disastri naturali: le conseguenze psicologiche dei disastri naturali

In generale l’attivazione fisiologica della paura e lo stress generato da situazioni pericolose come terremoti, alluvioni, disastri naturali, può condurre verso:

  • Attacchi di panico: ritrovarsi in situazioni potenzialmente rischiose può scatenare un vero e proprio attacco di panico che si manifesta con dei sintomi ben precisi quali tachicardia, sudorazione, tremore alle gambe, mancanza di aria, paura di impazzire, paura di morire che raggiungono il loro picco nel giro di 30 secondi. L’attacco di panico in caso di disastri naturali può colpire sia chi ne soffre già, sia chi non ne ha mai sofferto.
  • Disturbo post-traumatico da stress: il disturbo si caratterizza per la presenza di una serie di sintomi, fra i quali troviamo: flashback, incubi, pensieri, immagini intrusive che portano la persona a rivivere l’evento traumatico vissuto; evitamento di situazioni e stimoli che possono avere a che fare o ricordare alla persona il trauma subito; elevati livelli di attivazione psico-fisiologica come irritabilità, disturbi del sonno, facile affaticabilità, difficoltà di concentrazione, ecc.; sintomi fisici tra i quali tachicardia, mancanza di appetito, emicranie, ecc.

Paura disastri naturali: informarsi per conoscere e gestire le emergenze

paura disastri naturaliPer affrontare in maniera efficace la paura, l’ansia generata dal terremoto e in generale dai disastri naturali, è importante prima di tutto mettere in evidenza un aspetto: provare paura, avvertire uno stato di attivazione psicofisiologica, è del tutto normale, dal momento che rappresenta la modalità di risposta adatta ad affrontare un evento così pericoloso. La paura, ci protegge e ci spinge a mettere in atto, solitamente, il comportamento più adeguato per garantire la sopravvivenza.

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Un suggerimento semplice ed efficace per tentare di superare la paura del terremoto o più in generale la paura dei disastri naturali, consiste nel è ricercare informazioni e documentarsi il più possibile sull’evento. In questo modo, infatti, portiamo a  ridurre il fenomeno dalla nostra mente, dall’interno, all’esterno, riducendolo a mero evento costituito da fasi. Può anche essere utile, leggere le informazioni e le opinioni scientifiche e razionale fornite dagli esperti del settore come i sismologi.

Paura disastri naturali: consigli per gestire la paura del bambino

Occorre prima di tutto precisare che tanto più piccolo è il bambino tanto maggiore sarà la sua attivazione psico-fisiologica dell’intero organismo di fronte agli stimoli esterni. Ciò significa che i bambini sono potenzialmente più sensibili e maggiormente esposti alla paurarispetto ad un adulto che rappresenta, pertanto, l’unico punto di riferimento in grado di trasmettergli protezione e sicurezza.

Fiducia e sicurezza, no eccessi

  • La fiducia e la sicurezza che un adulto nutre nei confronti di sé stesso e del mondo traspare e arriva al bambino non solo attraverso ciò che gli viene comunicato verbalmente ma anche e soprattutto attraverso il non verbale, le espressioni del volto ecc… Dire, pertanto, al bambino, in caso di calamità naturali, di mantenere la calma quando tramite il proprio comportamento non verbale gli si comunica invece,insicurezza e paura, non può far altro che portare il bambino a sperimentare un maggior senso di pauraconfusione eangoscia. E’ preferibile una frase sincera e rassicurante al tempo stesso (“Capisco che è una situazione che può far paura ma non preoccuparti, stammi vicino e vedrai che passerà tutto”).
  • No agli eccessi: sia l’iperprotezione che l’indecisione rappresentano due comportamenti disfunzionali per il bambino. Un comportamento sia di estrema protezione, che di non accettazione delle emozioni e delle esigenze del bambino, infatti, rischiano di creare, anche questa volta uno stato di ansia tale da non permettere al piccolo, in caso di emergenza, di ascoltare l’adulto e agire per potersi proteggere. La maggior parte della paure dell’infanzia, inoltre, scaturiscono da situazioni concrete, e il terremoto è un esempio calzante; negare, non accogliere i suoi stati d’animo o ancora, al fine di tutelarlo, non informarlo con un linguaggio semplice, equivale ad ingigantire le sue insicurezze.
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Imparare giocando

  • Imparare giocando e la prevenzione a scuola: il gioco rappresenta, insieme alla fantasia, il campo all’interno del quale il piccolo è in grado di esprimere le proprie emozioni, di agirle e di trovare un contesto in grado di fargli sperimentare sicurezza. Un compito, importante, infine svolge anche scuola che attraverso progetti di prevenzione può insegnare al piccolo, da un lato, a “riconoscere” l’emozione della paura e dall’altro lato, ad apprendere i comportamenti adeguati per proteggersi in caso diemergenza e dall’altro.

Paura disastri naturali: cosa evitare e cosa fare

Cosa evitare

  • di sottovalutare le paure del bambino
  • di iperproteggerlo, dargli l’impressione di essere debole e dipendente, impietosirsi eccessivamente
  • di respingerlo, di minacciarlo di abbandono
  • di ridicolizzarlo o di punirlo perchè ha paura
  • di metterlo in situazioni troppo difficili per le sue forze
  • di comunicargli le proprie paure.

 

 

Cosa fare

  • mostrare di aver fiducia nel bambino per quello che è in grado di fare o per quello che può diventare;
  • lodarlo (ma senza esagerare) quando ha successo;
  • fargli capire che, in caso di bisogno, c’è qualcuno a proteggerlo;
  • ascoltarlo quando parla delle sue paure, spiegargli, quando è possibile, che non ha nulla da temere;
  • dare il buon esempio reagendo ai pericoli in modo razionale;
  • lasciare l’opportunità al bambino di superare le sue paure in modo attivo.

Fonte: Modulo Edurisk

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Dott.ssa Simona Lauri - Psicologa Milano

Psicologa Psicoterapeuta e Coach Alimentare at Benessere Pratico
Psicologa e psicoterapeuta breve strategica. Oltre che offrire interventi di psicoterapia breve, mi occupo di coaching alimentare e sportivo.

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