Depressione: cosa è, sintomi e trattamento psicoterapeutico

Depressione: cosa è, sintomi e trattamento psicoterapeutico

Depressione: cosa è, sintomi e trattamento psicoterapeutico
Vota questo post

depressione

 

Depressione: questo grande male oscuro

“Lasciatemi in pace…oggi non ho voglio di fare nulla…sono depresso”. “Soffre di depressione

Sarà capitato a tutti noi di pronunciare o di sentir pronunciare frasi di questo tipo. Sentirsi giù di morale, non mostrare interesse verso ciò che ci circonda, avvertire una sensazione di tristezza indefinita, sono alcuni stati d’animo e vissuti che tutti sperimentiamo nel corso della nostra vita, soprattutto se viviamo alcuni eventi che mettono in crisi il nostro equilibrio o la nostra sensazione di benessere (la perdita del lavoro, un lutto improvviso ecc…). Una sorta di arresa momentanea che porta a “interrompere” i propri progetti per poi, nella maggior parte dei casi, riprendere le normali abitudini e attività. Nel momento in cui si assiste ad una rinuncia globale e una pervasiva sensazione di arresa che influenza negativamente la vita della persona al punto tale da bloccarla letteralmente, è possibile parlare di depressione

Depressione: una molteplicità di significati

Definita da sempre il “male oscuro” dell’essere umano, attualmente non è possibile individuare una definizione univoca di depressione, dal momento che di questo costrutto si sono occupati medici, psichiatri, psicologi ma anche religiosi, filosofi e letterati.
Con l’ingresso dei farmaci antidepressivi di nuova generazione (gli SSRI), inoltre, si è andata diffondendo sempre di più l’idea che questa sia una malattia quasi puramente “biologica”. Nonostante la presenza di una percentuale (10-13%) all’interno della quale il quadro depressivo può essere considerato di natura fisiologica, di frequente la depressione sembra essere il risultato di un evento, un qualcosa che ha distrutto l’equilibrio della persona. Attacchi di panico o disturbi d’ansia in generale, fobie, ossessioni o, ancora, problemi relazionali, possono essere alcune delle cause della depressione e dell’atteggiamento tipico di chi vive questa condizione: la rinuncia.

Lettura di approfondimento:  Come affrontiamo i dubbi?

La rinuncia come circolo vizioso

Gli studi condotti presso il Centro Di Terapia Breve Strategica di Arezzo hanno messo in evidenza quella che viene definita la tentata soluzione ridondante tipica del depresso: la rinuncia. Per rinuncia si fa riferimento ad un generale e pervasivo atteggiamento di passività. Il soggetto depresso, demotivato, con una sensazione di incapacità a reagire e a vivere la vita in tutte le sue sfaccettature, finisce col perdere completamente la speranza, le energie e la voglia di fare.

Depressione: il rifiuto di agire

Il rifiuto di agire, l’incapacità a provare piacere, il senso di paralisi che sperimenta chi soffre di depressione si estende in tutti gli aspetti della vita della persona che, talvolta, riesce soltanto ad avere la “forza” di esprimere il suo malessere attraverso continue “lamentele”. All’interno di questa condizione di totale apatia, dunque, non è un caso che a chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta, non sia il paziente in prima persona ma la famiglia che si trova inevitabilmente coinvolta in questo vortice di rinuncia-depressione.

Cosa c’è dietro la rinuncia?

depressione

Ciascuno di noi “costruisce” in maniera soggettiva la propria realtà e sulla base di questa costruzione, agisce di conseguenza. Facendo riferimento all’effetto Rosenthal, per esempio, nel momento in cui ci convinciamo che una cosa è vera, finiamo col comportarci in maniera tale da andare a confermare tale convinzione. Ci comportiamo e agiamo come se la nostra credenza, il nostro personale modo di vedere il mondo e relazionarci a noi stessi e agli altri, sia l’unico vero e possibile e questo ci aiuta vivere e ad affrontare la quotidianità.

Depressione: la rottura di una credenza

Ciò che conduce molte persone a cadere in uno stato depressivo è la rottura di una credenza di base fortemente rigida. Un evento, un comportamento, un risultato mancato ecc…finiscono col far crollare, come un vero e proprio castello di sabbia, l’equilibrio della persona, la quale avvertirà la netta sensazione di non essere più quello di un tempo, di non avere più fiducia negli altri o di non nutrire più, nei confronti del mondo, speranza e ottimismo. La credenza che fino a quel momento alimentava la vita della persona, viene sostituita con un’altra disfunzionale: “non sono più in grado-non vale la pena affrontare la vita, ci rinuncio.” Il depresso, pertanto, finisce col rivestire il ruolo di vittima.

Lettura di approfondimento:  Intervista anonima: soffrire di anoressia!

L’approccio strategico breve nel trattamento della depressione

La terapia strategica breve, avvalendosi di particolari prescrizioni e attraverso l’utilizzo di ristrutturazioni e di un linguaggio metaforico, aiuta il soggetto che soffre di depressione a cambiare il personale modo di percepire la realtà e a ritrovare, pertanto, nuove funzionali modalità di reagire e gestire le sfide della vita quotidiana.

Bibliografia

Muriana E., Pettenò L., Verbitz T., I volti della depressione, Ponte alle Grazie, 2006

Commenti Facebook

Dott.ssa Simona Lauri - Psicologa Milano

Psicologa Psicoterapeuta e Coach Alimentare at Benessere Pratico
Psicologa e psicoterapeuta breve strategica. Oltre che offrire interventi di psicoterapia breve, mi occupo di coaching alimentare e sportivo.

Latest posts by Dott.ssa Simona Lauri - Psicologa Milano (see all)


Contatta la psicologa

Con l’invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati personali unicamente alla richiesta in oggetto, secondo la normativa vigente sulla Privacy D.Lgs. 196/2003.