Monofobie: il trattamento strategico breve delle fobie

Monofobie: il trattamento strategico breve delle fobie

Monofobie: il trattamento strategico breve delle fobie
Vota questo post

“Non ci si libera di una cosa evitandola,
ma soltanto attraversandola.”
Cesare Pavese

Le monofobie: il trattamento strategico breve delle fobie

Le monofobie sono un tipo di disturbo che si manifesta con paura costante, ricorrente e irragionevole nei confronti di un oggetto, una situazione, un animale, un evento ben specifico. Dal momento che la fobia si presenta all’interno di un contesto ben preciso, in genere, si è portati a pensare che sia meno invalidante di altri tipi di problematiche. Essendo un disturbo così peculiare e specifico, però, può capitare che a volte la persona riesca ad evitare totalmente, a tenere lontano dalla sua quotidianità l’oggetto fobico, fino a quando, non si presenta un’occasione, una situazione, un cambiamento nella vita stessa della persona che la porta a dover “fare i conti” con l’oggetto della propria fobia. E’ proprio in casi come questi che la paura nei confronti dell’oggetto temuto, compare con tutta la sua forza e la persona si rivolge ad uno specialista con la pressante richiesta di risolvere la fobia.

Terapia breve strategica

La terapia strategica breve, è un approccio che parla in termini di sistema percettivo-reattivo, ovvero delle modalità peculiari di ogni persona di percepire e reagire di conseguenza alla realtà; nel caso delle monofobie il sistema percettivo reattivo sottostante è la paura

Monofobie ed evitamento

Un ulteriore concetto di cui si avvale la terapia breve strategica è quello di tentata soluzione, ovvero tutti quei comportamenti, modalità di risposta messe in atto dalla persona per cercare di risolvere il problema, ma che, paradossalmente, contribuiscono a mantenere e ad ingigantire sempre di più il problema stesso. La tentata soluzione dominante messa in atto dalle persone che soffrono di monofobie è l’evitamento: la persona cerca di evitare di esporsi in tutte quelle situazioni che potenzialmente potrebbero metterla a diretto contatto con l’oggetto temuto o ancora, evita di pensare, parlare, toccare tutto ciò che possa in qualche modo avere a che fare con l’oggetto fobico (per esempio evitare di toccare alcuni oggetti la cui sensazione rimanda all’oggetto temuto…..)

Lettura di approfondimento:  5 sindromi Disney: quando dietro un personaggio si nasconde un disturbo

Monofobie: cosa accade nel momento in cui la persona evita?

evitamento

Se da un lato, grazie all’evitamento, la persona riesce apparentemente a vivere la sua quotidianità serenamente, dall’altro lato evitare, soprattutto, per un periodo di tempo eccessivamente lungo, contribuisce a rendere l’oggetto fobico molto più “mostruoso” e temuto. La tentata soluzione dell’evitamento, infatti, nel momento in cui la persona si trova di fronte all’oggetto fobico, contribuisce a far percepire la monofobia come qualcosa impossibile da superare e risolvere.

Conseguenze dell’evitamento

Inoltre, evitando l’oggetto fobico, la persona finisce col ritrovarsi a non possedere alcun livello di conoscenza sull’oggetto e secondo la psicoterapia breve strategica, proprio come sostenevano gli antichi, sono proprio le cose che non conosciamo che ci incutono un forte senso di paura. Accade, pertanto, che fobie considerate apparentemente “semplici” perché circoscritte finiscono col rendere la vita del paziente molto invalidante e a condizionare fortemente la vita stessa delle persone e i suoi ritmi.

Monofobie e DOC

Come accennato precedentemente, secondo la prospettiva strategica breve, una monofobia si definisce tale quando la tentata soluzione dominante è l’evitamento, dal momento che può succedere che la persona metta in atto altre tentate soluzioni come per esempio dei rituali riparatori o propiziatori tipici in genere dei disturbi ossessivo-compulsivi e che richiedono, talvolta, un tipo di intervento differente.

Che tipo di relazione necessita in terapia una persona con monofobia?

sicurezzaSecondo la terapia breve strategica, in seduta il terapeuta è preferibile che sia direttivo e che la relazione sia impostata in modo tale da trasmettere sicurezza, la quale passa anche attraverso le domande fatte nel corso del colloquio dallo psicoterapeuta e che fanno capire al paziente di comprendere ciò che prova. La possibilità di entrare in contatto con le sensazioni del paziente, in terapia strategica breve è data dalle cosiddette domande ad illusione di alternativa, le quali si basano sulla tecnica dell’anticipazione. Nel fare le domande ad illusione di alternativa, infatti, il terapeuta usa lo stesso linguaggio del paziente e anticipa quelle che sono le sensazioni, i modi di reagire al problema del paziente stesso, trasmettendogli, contemporaneamente, l’idea di essere un “esperto”, un “tecnico” del settore e al contempo, aspetto più importante, a trovare quel contatto che consente di creare quella relazione necessaria per potere lavorare efficacemente.

Lettura di approfondimento:  Paura del fallimento: consigli pratici per gestirla e superarla

Monofobie: come si struttura l’intervento breve strategico e come fare nel caso in cui la persona presenti più di una fobia?

lista evitamenti

“Solcare il mare all’insaputa del cielo”, rappresenta uno degli stratagemmi alla base delle prescrizioni assegnate al paziente tra una seduta e l’altra. In caso di più fobie, viene chiesto alla persona di mettere in scala le fobie manifestate, la cosiddetta tecnica della classifica degli evitamenti, ovvero stilare una classifica della fobie, dalla più temuta a quella meno temuta e si lavora, quindi con un oggetto fobico alla volta. Occorre precisare che già la classifica degli evitamenti fatta in seduta, rappresenta per il paziente una prima forma di avvicinamento alle sue paura, di solito sempre evitate. Una volta stilata la classifica, quindi, si può disegnare l’intervento specifico.

Acluofobia: intensa ed incontrollata paura del buio.
Acrofobia: paura dell’altezza e dei luoghi alti.
Agorafobia: paura degli spazi aperti o dei luoghi affollati. Può essere associata agli attacchi di panico.
Ailurofobia: paura dei gatti.
Anginofobia: paura di soffocare.
Antropofobia: paura della gente e dei contatti sociali.
Aviofobia: paura di volare in aereo.
Brontofobia: paura dei tuoni.
Cinofobia: paura dei cani.
Criofobia: paura del freddo, del ghiaccio
Demofobia: paura della follia. Vedi anche agorafobia
Dismorfofobia: preoccupazione ossessiva per un difetto, vero o presunto, nel proprio corpo. Vedi anche disturbi somatoformi.
Ecofobia: paura di rimanere in casa da soli.
Emetofobia: paura di vomitare o di vedere altri farlo. Produce spesso restrizioni alimentari.
Entomofobia: paura degli insetti.
Equinofobia: paura dei cavalli.
Eritrofobia: paura di arrossire in pubblico.
Gerontofobia: intensa ed incontrollata paura di invecchiare.
Glossofobia: paura di parlare in pubblico. Vedi anche fobie sociali.
Idrofobia: intensa ed incontrollata paura dell’acqua. Può manifestarsi sotto forma di ripugnanza verso i liquidi in generale in soggetti affetti dalla rabbia.
Misofobia: paura di rimanere “contaminati” attraverso il contatto con corpi estranei, o attraverso il contatto con altri esseri umani.
Monofobia paura della solitudine
Musofobia intensa ed incontrollata paura dei topi.
Ofidiofobia: paura dei serpenti.
Omofobia: paura delle persone omosessuali, di diventare omosessuale o di essere considerato tale.
Patofobia: intensa ed incontrollata paura delle malattie, di ammalarsi.
Rupofobia: paura dello sporco e di ciò che non è igienico, dalla quale spesso deriva l’ossessione a pulire. Vedi disturbo ossessivo-compulsivo.
Sessuofobia: intensa ed incontrollata paura dei contatti sessuali e di tutto ciò che comportano.
Sociofobia: paura dei rapporti sociali.
Tafofobia: intensa ed incontrollata paura di essere sepolto vivo.
Tanatofobia: paura ossessiva della morte.
Tomofobia: paura dei tagli, delle operazioni chirurgiche.
Toxofobia: paura di essere avvelenati.
Xenofobia: intensa ed incontrollata paura di ciò che è estraneo, inteso come persona o cultura. Si usa comunemente per indicare odio fanatico verso tutto ciò che è straniero.
Zoofobia: paura degli animali in genere.
Fonte: www.niente-ansia.it
Lettura di approfondimento:  Nuovi modelli familiari

Bibliografia

  1. Nardone G.,, Paura, panico, fobie. La terapia in tempi brevi, Ponte delle Grazie, 1993, Milano
  2. Nardone G., Non c’è notte che non veda il giorno. La terapia breve per gli attacchi di panico, Ponte delle Grazie, 2003, Milano
Commenti Facebook

Dott.ssa Simona Lauri - Psicologa Milano

Psicologa Psicoterapeuta e Coach Alimentare at Benessere Pratico
Psicologa e psicoterapeuta breve strategica. Oltre che offrire interventi di psicoterapia breve, mi occupo di coaching alimentare e sportivo.

Latest posts by Dott.ssa Simona Lauri - Psicologa Milano (see all)


Contatta la psicologa

Con l’invio del presente modulo acconsento al trattamento dei dati personali unicamente alla richiesta in oggetto, secondo la normativa vigente sulla Privacy D.Lgs. 196/2003.